null Mostra Suoni silenti

Mostra suoni silenti

dal 20 apr 2011 al 20 giu 2014
Mostra temporanea / Per tutti

Attraverso iconografie e resti di strumenti musicali conservati presso il Civico Museo Archeologico di Milano, l'esposizione illustra i principali ruoli e significati della musica nel mondo greco, etrusco e romano.

L’entità e la vastità dell’impiego della musica presso le civiltà antiche è innegabile: la musica, strumentale e vocale, scandiva i principali momenti della vita comunitaria (celebrazioni sacre, cerimonie politiche, eventi culturali) e privata (nozze, funerali, simposi) e ad essa era riconosciuto un enorme potere sulla mente e sul corpo. Le fonti per conoscere i significati della musica antica e per rilevarne le connessioni con le diverse forme del vivere sono soprattutto di tipo iconografico (immagini su vasi, rilievi, affreschi, mosaici) e storico-letterario. Pochi sono, invece, i resti di strumenti musicali e quasi totale la scomparsa delle partiture. Suoni silenti si propone di ricostruire, attraverso iconografie e resti di strumenti musicali conservati presso il Civico Museo Archeologico di Milano, i principali ruoli e significati della musica nel mondo greco, etrusco e romano e intende ripercorrere, con una prospettiva musicale, aspetti della dimensione religiosa, sociale, politica e culturale di queste antiche civiltà. 
L’ouverture è affidata alla musica dei Greci che viene analizzata nei suoi fondamentali lineamenti storici, teorici e strumentali e nella sua configurazione mitologica rappresentata da Apollo e Dioniso, ricca di interessanti stratificazioni semantiche che vengono efficacemente comunicate dalle immagini dei vasi attici e magnogreci esposti. Il percorso continua con la musica degli Etruschi che ha restituito tracce di un orizzonte sonoro di indubbia originalità, al quale i Romani attinsero non meno che al mondo musicale dei Greci. La parte conclusiva è dedicata alla musica romana, con specifica attenzione a quella di età imperiale (I-IV secolo d.C.). A un inquadramento generale nel quale si pone in risalto il carattere multietnico delle sonorità di Roma e delle province, segue un approfondimento sulle musiche dei culti della tradizione e stranieri i quali, pur integrati nel sistema religioso romano, hanno conservato caratteristiche indigene soprattutto nel suono. La musica si è imposta come forma di comunicazione dominante nel teatro: in questo e negli altri edifici da spettacolo ha saputo riflettere al meglio la composita realtà etnica e culturale dell’impero romano.