Sistemi non adeguati e rischio contagi nelle carceri

Milano (ildubbio), 4 novembre 2020

La denuncia della Camera penale di Milano

La Camera penale scrive al ministro Bonafede: "Tribunale di sorveglianza in sovraccarico, quello di Milano, in questo momento, più di altri deve poter continuare a funzionare, anzi dovrebbe essere ancora più efficiente di prima, perché deve farsi carico di tutte le decisioni che s'impongono con urgenza in ragione dell'effetto dirompente che può avere il rischio pandemico nelle carceri".
I problemi che si stanno verificando alla Sorveglianza sono uno dei temi affrontati dagli avvocati della Camera penale di Milano in una lettera inviata al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede lamentando che il tribunale di Milano "ha un enorme carico di attività da gestire, l'arretrato è sempre stato significativo, tant'è che, per esempio, l'esecuzione delle pene sospese, per le quali soggetti liberi abbiano chiesto di fruire di misure alternative, sopraggiunge dopo diversi anni".
"Oggi - aggiungono i legali - la situazione rischia di peggiorare ulteriormente, e da quel che abbiamo appreso dal presidente del Tribunale di Sorveglianza i sistemi informatici di tale ufficio appaiono non adeguati per affrontare l'emergenza; inoltre appare necessario dotare il tribunale di Milano di ulteriori aule di udienza, adeguatamente attrezzate (anche per le video-conferenze), in modo da consentire la prosecuzione della sua indispensabile attività, in un periodo in cui il rischio di contagio in carcere va scongiurato con ogni strumento".
La Camera penale apprezza il recente decreto che ha portato alla "introduzione dello strumento telematico per il deposito degli atti da parte dei difensori nei processi penali", però, è indispensabile "che i funzionari di cancelleria e di segreteria possano collegarsi ai sistemi, anche da remoto, perché altrimenti il rischio di paralisi del sistema dell'Amministrazione della giustizia diviene altissimo".

Aggiornato il: 04/11/2020