Opera, la Consulta sull'ergastolo ostativo

Roma (ildubbio - Damiano Aliprandi), 21 dicembre 2021

'Nessuno tocchi Caino' applaude la Corte costituzionale

Il IX Congresso di 'Nessuno tocchi Caino- Spes contra spem', che si svolto il 17 e 18 dicembre 2021 a Opera, sostiene l'azione non-violenta di Rita Bernardini - condotta insieme a centinaia di detenuti - contro le condizioni inumane e degradanti in cui versano le carceri in Italia.
L'obiettivo è quello di ridurre la popolazione detenuta per portarla al numero di posti effettivamente disponibili nei 189 Istituti penitenziari; in particolare, si chiede l'approvazione della proposta di legge presentata dall'On. Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata speciale che aggiunge allo sconto della pena - già previsto ogni semestre (45 giorni) altri 30 giorni - per arrivare così a 75 giorni per tutti i detenuti.
Il Congresso saluta l'ordinanza della Corte costituzionale che considera l'ergastolo ostativo contrario alla Carta e alla Convenzione europea sui diritti dell'uomo; tale decisione, che si pone nel solco tracciato - prima dalla Corte europea con la sentenza Viola contro Italia e poi dalla Consulta con la sentenza Cannizzaro-Pavone - stabilisce la fine della collaborazione con la giustizia come unico criterio per valutare il ravvedimento del condannato; considera contrarie allo spirito e alla lettera della Ordinanza della Corte le soluzioni fin qui emerse in parlamento sulla riforma dell'ergastolo ostativo, "a partire dalla proposizione delle leggi speciali e di misure di emergenza, di pene senza fine e regimi penitenziari mortiferi".
'Nessuno tocchi Caino' ringrazia il tribunale di Sorveglianza di Milano per quella straordinaria ordinanza che ha disposto nel caso di Ambrogio Crespi il differimento della pena in attesa della Grazia creando un precedente che ora "deve diventare legge per tutti coloro per i quali il carcere non solo è inutile, ma è anche dannoso, e la pretesa punitiva e rieducativa dello Stato è inesigibile e/o impossibile"; ringrazia il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per aver temperato con il provvedimento di Grazia gli effetti della condanna nei confronti di una persona non solo diversa da quella del reato imputatogli, ma anche estranea al delitto, e ringrazia la ministra della Giustizia, Marta Cartabia per avere "raccomandato atti di clemenza, quali esempi concreti di una giustizia che non punisce e separa, ma che riconcilia e ripara"; ribadisce la necessità del superamento non solo della pena di morte nel mondo e la pena fino alla morte, ma anche "la morte per pena e lo stesso istituto della pena, diventato un luogo di tortura e di patimenti, di afflizione e di trattamenti inumani e degradanti, un "campo di concentramento" di tutto ciò che nel corso della Storia abbiamo abolito, perché contrario al senso di umanità: dalla tortura alla pena di morte, dai lazzaretti ai manicomi".

Aggiornato il: 21/12/2021