Lo sport in carcere fa bene

Milano, Il Giornale, 23 agosto 2019

Coni e Regione Lombardia assieme con il progetto "Sport Out"

Lo sport fa bene ma in carcere fa meglio, perché è strumento perfetto per trasmettere i valori fondamentali del vivere civile, il rispetto delle regole, per convogliare energie nella direzione positiva.
L'unico limite è quello di coniugare l'attività sportiva con le misure di sicurezza. In questa direzione ci si muove da tempo e proprio con queste finalità c'è stata ieri la visita al Beccaria dell'assessore regionale allo Sport e giovani, Martina Cambiaghi che ha consegnato le attrezzature sportive del progetto "Sport Out". La delegazione, formata dai componenti del Coni Lombardia (il presidente Oreste Peni, il vice presidente Alessandro Vanoi, il consigliere Claudio Pedrazzini e la delegata di Milano, Claudia Giordani), sono stati ricevuti da Cosima Buccoliero, direttore dell'Istituto minorile milanese e da Marco Casella, responsabile della Polizia penitenziaria.
Giunto alla seconda edizione, il progetto "Sport Out" della Regione Lombardia, in collaborazione con il Coni Lombardia, è finalizzato a incentivare la pratica motoria su tutto il territorio lombardo, con uno stanziamento complessivo di 183 mila euro (140 mila euro della Regione e 43 mila del Coni). L'iniziativa si articola su quattro punti e prevede, oltre all'attività in 18 Istituti di pena lombardi, anche la mappatura dello sport regionale, il finanziamento di 18 licei sportivi lombardi e la valorizzazione delle periferie attraverso l'attività fisica. Nelle ultime settimane sono state consegnate negli Istituti di pena lombardi le attrezzature per il cardio-fitness (bici da spinning, cyclette e step), per incentivare la pratica di tipo aerobico. Un modo per stimolare movimento, attività sportiva e benessere psico-fisico all'interno degli Istituti penitenziari; fattori che giocano un ruolo significativo per favorire modelli relazionali positivi in vista di un futuro percorso di reinserimento sociale.
"E' unanimemente riconosciuta la valenza sociale ed educativa dello sport, per questo motivo Regione Lombardia e Coni si impegnano affinché la pratica sportiva sia sempre più diffusa - ha spiegato l'assessore Cambiaghi - così come quella nelle carceri è finalizzata a canalizzare l'energia fisica verso uno sbocco non violento utile dal punto di vista relazionale ma soprattutto fortemente educativo".

Aggiornato il: 07/04/2020