Carceri, Radicali

Torino, La Presse, 6 luglio 2020

Colloqui a distanza: inaccettabile disparità

Sulla Gazzetta ufficiale del 29 giugno 2020 è stato pubblicato il decreto legge n. 28 del 30 aprile 2020 - coordinato con la legge di conversione n. 70 del 25 giugno 2020 recante: “Misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta Covid-19".
Igor Boni, presidente dei Radicali italiani e Patrizia De Grazia, coordinatrice dell'associazione radicale 'Adelaide Aglietta' hanno rilasciato la seguente dichiarazione: “Basta leggere il titolo del decreto legge, divenuto legge, per capire che ci troviamo di fronte all’ennesima ‘legge omnibus’, che contiene di tutto e di più: regime delle intercettazioni; regime della detenzione domiciliare e dei permessi; regime delle scarcerazioni causa 'Covid-19'; regolamentazione 'App Immuni'; regime delle visite in carcere dei Garanti dei detenuti; possibilità di utilizzo di droni da parte della Polizia penitenziaria, sistema di filtri da applicare a i-phone e computer a tutela dei minori".
"L’unica cosa positiva che abbiamo trovato nel provvedimento - continuano i radicali - è il venir meno del regime dei colloqui a distanza dei detenuti con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto, da ora deve essere ripristinato in tutte le carceri italiane il regime dei colloqui in presenza, monitoreremo che questo accada effettivamente".
Nelle ‘Misure urgenti in materia di detenzione domiciliare o di differimento della pena per motivi connessi all'emergenza sanitaria (art. 2 bis) recita che “Prima di provvedere l'autorità giudiziaria sente l'autorità sanitaria regionale, in persona del presidente della giunta della Regione, sulla situazione sanitaria locale...”: è giuridicamente errato definire i presidenti delle Regioni come "autorità sanitaria regionale"; è facile prevedere cosa accadrà: il presidente di Regione chiederà consiglio all'assessore regionale alla Sanità, che chiederà lumi al direttore regionale della Sanità, che si attiverà presso il direttore generale dell’Azienda sanitaria interessata che, a sua volta, sentirà il direttore sanitario... 


 

Aggiornato il: 07/07/2020