Un domicilio per i detenuti

Milano (Corriere della Sera - Luigi Ferrarella), 25 marzo 2020

Appello del Tribunale di sorveglianza a Palazzo Marino

"Ve lo chiedo con il cuore e con convinzione, quando vedo che ci sono istanze di persone detenute che si trovano a due o tre mesi dal fine pena, ma che non hanno una casa dove andare, quelle istanze non posso neanche trattarle: chiedo al Comune di Milano se si riesca a trovare delle soluzioni abitative anche per i detenuti" che, in base al recente decreto legge sull'emergenza virus 'Covid-19', entro i 18 mesi di fine pena potrebbero accedere alla detenzione in domicilio se ce l'avessero".
È l'accorato appello che Giovanna Di Rosa, presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano, ha rivolto a Palazzo Marino durante la sottocommissione consiliare Carceri in video-conferenza: "Abbiamo coinvolto volontariato e Caritas, ma è stato risposto che non c'è niente - riassume Di Rosa - l'unica risposta è arrivata dalla Diocesi di Milano, ma si tratta di poche unità di posti".
Il giudice ha allora suggerito che, un po' come per gli alberghi requisiti per l'isolamento dei convalescenti dal virus, si recuperi e si metta a disposizione dei detenuti "un albergo per queste situazioni che sono in sicurezza e che possono tranquillizzare tutto il mondo perché c'è un magistrato che ha firmato per la scarcerazione di queste persone".

Aggiornato il: 07/04/2020