Un fondo per scarcerare i detenuti fragili

Milano (Redattore sociale - Dario Paladini), 12 maggio 2020

Soddisfazione del Garante dei detenuti, Francesco Maisto

Si è conclusa la tormentata vicenda dei fondi stanziati dalla Cassa ammende per l'emergenza 'Covid-19'. La Regione Lombardia li ha rifiutati perché avrebbe preferito destinarli alla Polizia penitenziaria; spetterà al Provveditore regionale gestirli; soddisfazione del Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Milano, Francesco Maisto e dell'Osservatorio carcere di Milano.
Visto che la Regione Lombardia non voleva farlo, ci penserà il Provveditore regionale alle carceri a gestire i 900mila euro stanziati dalla Cassa ammende per dare un alloggio ai detenuti, una misura presa dalla Cassa per ridurre il sovraffollamento negli Istituti penitenziari e destinata a quei detenuti che, pur avendo i requisiti per uscire, rimangono in cella perché non hanno un luogo dove stare.
“Si tratta di una decisione che abbiamo fortemente caldeggiato -afferma Francesco Maisto, Garante dei detenuti di Milano - nella consapevolezza che si tratti di una destinazione di fondi secondo le finalità della stessa Cassa ammende e secondo una visione costituzionale della pena carceraria che è stata presa in un momento difficile per l'emergenza 'Covid-19', in cui è necessario scarcerare tanti soggetti fragili che però non hanno nemmeno un domicilio”.
Si tratta spesso di tossico-dipendenti o persone con problemi di salute mentale.
In Lombardia lo stanziamento di fondi per ridurre il sovraffollamento ha avuto un percorso singolare e accidentato: il 6 aprile 2020 la Cassa ammende - ente pubblico, il cui ruolo è proprio e solo quello di destinare fondi per la rieducazione dei detenuti - approva uno stanziamento di 5 milioni di euro per “programmi di interventi per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Coronavirus”; fondi che serviranno per permettere ai reclusi “l’accesso alle misure non detentive con il reperimento di alloggi pubblici o privati di cura, di assistenza o di accoglienza”.
Per la Lombardia sono previsti 900mila euro, una cifra superiore a qualsiasi altra regione. Spetta a Regione Lombardia gestirli, ma l'assessore regionale alla Famiglia, genitorialità e pari opportunità, Silvia Piani ai primi di maggio scrive al presidente della Cassa ammende che quei soldi non li vuole: “Si ritiene di non procedere alla presentazione delle proposte progettuali a valere sul bilancio della Cassa ammende, valutando che tali risorse possano più procuamente essere erogate in via straordinaria e in relazione all'emergenza 'Covid-19' direttamente agli Istituti penitenziari per l'implementazione degli standard sanitari nei luoghi di detenzione, anche in riferimento ai presìdi in dotazione agli agenti di Polizia penitenziaria”. E in un comunicato stampa, l'assessora aggiunge: “Ho chiesto che i fondi destinati a Regione Lombardia vengano utilizzati per tutelare la salute degli agenti di Polizia penitenziaria, come riconoscimento del lavoro che svolgono, e se la destinazione delle risorse non verrà riconvertita, noi non le accetteremo”.
A questo punto intervengono sia l'Osservatorio carcere e territorio di Milano sia il Garante comunale, Francesco Maisto per chiedere che i fondi non vadano persi, ma utilizzati individuando un altro ente gestore, alternativo a Regione Lombardia.
Il 5 maggio 2020 l'Osservatorio carcere scrive al presidente di Cassa ammende, Gherardo Colombo sottolineando come “purtroppo, la Regione Lombardia sembra non aver colto l’importanza delle risorse che le avete messo a disposizione e, a tutt'oggi, non si hanno notizie di un possibile avviso che consenta di accedere a queste risorse, anzi temiamo che ciò ormai non possa accadere del tutto, per questo vi chiediamo che, ove Regione Lombardia non vi presentasse alcun progetto, di fare in modo che le risorse che avete destinato a favore dei detenuti lombardi vengano assegnate al Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria, affinché possa promuovere e coordinare adeguati progetti territoriali”.
L'11 maggio 2020 il Garante dei diritti dei detenuti, Francesco Maisto annuncia che la Cassa ammende ha deciso che sarà il Prap a gestire i 900mila euro: “Sarà così possibile allestire 150 alloggi per sei mesi; c'è fame e sete di spazi nelle carceri e il risultato che abbiamo ottenuto è importante non solo per i detenuti, ma per tutta la comunità civile, perché solo riducendo il sovraffollamento si può scongiurare il contagio, e la fase 2 è ancora più delicata per le carceri, visto che dal 19 maggio 2020 ricominceranno i colloqui fisici dei detenuti con i parenti”. 
 

Aggiornato il: 14/05/2020