Tutela della salute nei rimpatri forzati e nei Cpr

Padova, Ristretti orizzonti, 30 novembre 2021

Come viene affrontata la salute nei Centri per il rimpatrio dei migranti

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, organizza il 30 novembre 2021 - alle ore 9.30 il workshop "La tutela alla salute delle persone migranti sottoposte a misure di trattenimento e rimpatrio forzato", rivolto al Terzo settore e agli addetti ai lavori (Garanti locali, associazioni, avvocati, Polizia, Enti gestori) interessati, a vario titolo, al tema dei rimpatri forzati e del trattenimento delle persone migranti nei Centri per il rimpatrio (Cpr).
A seguito di gravi fatti di cronaca riguardanti la tutela della salute nei Cpr, e a due anni dall'organizzazione di un evento simile, il Garante nazionale torna a riflettere sull'argomento per offrire un'occasione di confronto tra istituzioni, operatori e Terzo settore.
Il Garante nazionale svolge regolarmente visite nei Cpr e monitora a campione, con cadenza almeno mensile, le operazioni di rimpatrio forzato di cittadini stranieri (dall'inizio di questo anno ha realizzato 5 visite nei Cpr e ha partecipato a 17 operazioni di rimpatrio forzato); quindi ha un quadro complessivo e aggiornato delle problematiche relative alla tutela della salute delle persone trattenute in questi Centri.
Sono molte le criticità sollevate che verranno approfondite nel corso del workshop; infatti si discuterà di problemi infrastrutturali dei Centri nei quali - come rilevano i Rapporti del Garante nazionale - vi sono spesso ambienti insalubri e non soggetti al periodico controllo dell'autorità sanitaria; si parlerà della necessità di procedere a un'approfondita verifica della compatibilità del trattenimento con le condizioni di salute delle persone, garantendo l'acquisizione della documentazione sanitaria dalle eventuali strutture di provenienza (Istituti di pena in particolare).
Inoltre, sarà affrontato il nodo degli accordi di collaborazione tra le Asl e le prefetture che in alcuni territori risultano inattuati o non in grado di assicurare il tempestivo accesso alle cure e il rafforzamento del coordinamento tra i presìdi sanitari interni ai Cpr, dove risulta essere ancora deficitaria - nonostante le rassicurazioni - l'adeguata presa in carico delle persone affette da disagio mentale, e mancano interventi di prevenzione del rischio suicidario. Infine, la cura per le persone fragili trattenute deve essere garantita anche una volta fuori dai Cpr, attraverso dimissioni protette - come recepito da una recente circolare del ministero degli Interni - in seguito alle raccomandazioni del Garante nazionale.
Il workshop sarà anche l'occasione per un aggiornamento sui dati sulle persone transitate nei Cpr e su quelle rimpatriate nel 2021.

Aggiornato il: 30/11/2021