Sul carcere finalmente si volta pagina

Milano (Vita - Riccardo Bonacina), 16 luglio 2021

Intervista a Luigi Pagano, ex direttore di San Vittore

Pagano, per 16 anni direttore della Casa circondariale milanese, poi a capo di tutti i penitenziari del Nord-Ovest e numero due del Dap, afferma che "il carcere in questi anni è stato lasciato alla solitudine dei detenuti e degli operatori, senza che l'opinione pubblica si interessasse al problema. Il carcere che si apre all'esterno, il carcere dove entrano i volontari (giustamente ricordati da Draghi) diventa un carcere trasparente dove è difficile che poi avvengano episodi come quelli successi nell'aprile 2020".
Pagano ha messo nero su bianco la sua lunga esperienza nel libro "Il direttore. Quarant'anni di lavoro in carcere" (Zolfo editore), dove racconta 40 anni da direttore riformatore alle prese con centinaia di vite ristrette, quelle degli agenti e quelle dei detenuti.

Ha seguito con una certa emozione la visita istituzionale nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dopo brutale pestaggio da parte degli agenti penitenziari...
"Mi ha colpito come il presidente del Consiglio, Mario Draghi e la ministra della Giustizia, Marta Cartabia abbiano voluto mettere la faccia sulla volontà di questo governo di cambiare, finalmente, registro sul carcere e sulla vita di chi è costretto ad abitarlo, un segnale emozionante sui diritti, a partire da quelli dei detenuti proprio nel carcere campano, la voglia e la volontà politica di voltare decisamente pagina".

Voltare pagina rispetto alle logiche giustizialiste e manettare di chi li ha preceduti e rispetto ai problemi annosi delle carceri italiane: un sovraffollamento strutturale (benché in calo, da 60mila a 53mila reclusi nell'ultimo anno, a fronte di 50mila posti tabellari), troppe morti: già 73 quest'anno, con 26 suicidi (152 l'anno scorso), con 62 gesti estremi); denunce di violenze e abusi in diversi istituti italiani e altro ancora; una visita che ha marcato il passaggio da "Abbiamo ripristinato la legalità", frase infelice dell'ex ministro Bonafede in parlamento, dopo i pestaggi del 2020 a "È stata violata la Costituzione", frase dell'attuale ministro Cartabia nel 2021; Draghi ha fatto una affermazione forte quando ha detto: "Le indagini in corso stabiliranno le responsabilità individuali, ma la responsabilità collettiva è di un sistema che va riformato"...
"È una frase forte e molto giusta - dichiara Pagano - non dimentichiamo che abbiamo avuto due condanne consecutive dalla Cedu(l'ultima nel 2013), in cui la Corte riconosceva un deficit sistemico dell'Italia: ci diede un anno di tempo per intervenire con proposte e provvedimenti, ci fu la proposizione della delega Orlando, ma poi tutto si interruppe con Bonafede, per questo è giusto che oggi finalmente si torni a prestare la giusta attenzione, e come ha detto la Cartabia, non se ne esce se non c'è una presa in carico collettiva del problema; certo, il carcere in questi anni è stato lasciato alla solitudine dei detenuti e degli operatori, senza che l'opinione pubblica si interessasse al problema: il carcere che si apre all'esterno, dove entrano i volontari (giustamente ricordati da Draghi) diventa trasparente dove è difficile che poi avvengano episodi come quelli successi in Campania e Piemonte, il carcere deve diventare comunità aperta all'esterno, anche alle imprese, alle istituzioni locali, solo così quanto è previsto dall'art. 27 della Costituzione diventa possibile, mentre carceri sono state confinate alla solitudine: se devi reinserire bisogna che il carcere si apra alla società, lo dice la parola".

La ministra ha parlato di edilizia carceraria, ma lo ha fatto in termini nuovi dicendo "Nuove carceri e nuovi spazi non può significare solo posti letto, per il triennio 2021-2023 abbiamo previsto circa 381 milioni per le ristrutturazioni e l'ampliamento degli spazi"...
"Giustissimo, il tema non è costruire nuovi edifici, ma anche cambiare la concezione dei luoghi che rendano possibile organizzare diversamente la vita del detenuto, bisogna creare spazi fuori del reparto detentivo in modo che consentano - aperte le celle - di organizzare la vita delle persone ristrette fuori del reparto, spazi che consentano di ospitare iniziative specie se proposte dalla comunità esterna: ecco, tutto questo oggi non sarebbe possibile, è fondamentale uscire dalla concezione architettonica delle carceri dell'ottocento, come San Vittore, io sono affezionato a quel carcere, ci ho vissuto, non solo lavorato, per 16 anni, ma è una Casa circondariale che guarda alla pena come la si intendeva 200 anni fa, oggi è necessario non isolare, ma favorire la socializzazione, creare attività, occasioni di lavoro, di studio, di formazione, e tutto questo è possibile, però, se è l'intera società a farsi carico dei percorsi di pena e di reinserimento e se la politica per una volta non passerà ad altro. Se davvero ci si incamminerà su questa strada si potrà avere un carcere che rispetti la dignità delle persone e le possa recuperare alla Società, quindi capace di abbattere la recidiva e non come purtroppo avviene oggi di essere essi stesso fattore criminogeno".

La ministra Cartabia ha anche parlato del rilancio delle misure alternative per condanne sotto i tre anni...
"È importante questa visione futura di sistema, ma ricordiamoci che anche oggi si può fare molto, c'è addirittura un Dipartimento ad hoc, pensiamo a quanti carcerati soffrono di disagio mentale, a quanti tossico-dipendenti affollano le carceri, ma è necessario metterli in galera?".

La ministra, infine, ha detto che "Il lavoro in carcere non può essere lasciato all'improvvisazione o alle doti personali, occorre la formazione...
"È un aspetto fondamentale, però la politica non deve abbandonare il percorso della 'Riforma penitenziaria' e l'affermazione del valore Costituzionale della pena: si può fare formazione se si cambia ogni due anni e si passa dal 'chiudiamo tutti e gettiamo le chiavi' al 'rieduchiamo tutti', il personale si perde e non è coinvolto in un percorso che è fondamentale, bisogna far capire al personale, oltre che alla società, dove si sta andando".

Aggiornato il: 16/07/2021