Strutture realizzate a San Vittore e Bollate

Milano (Sanitainformazione - Federica Bosco), 13 maggio 2020

Primi pazienti guariti nella zona 'Covid-19'

"A livello progettuale si è creata una sinergia tra i due Istituti penitenziari - spiega Cesare Lari, direttore dell'Area penitenziaria dell'Asst santi Paolo e Carlo - nel senso che i casi più rilevanti sono stati curati nell'Hub di San Vittore, mentre a Bollate sono stati destinati i detenuti pauci-sintomatici o in fase di guarigione".
C'è poi un altro tassello che ha permesso di realizzare questo progetto: "Il carcere di Opera - sottolinea il dottor Lari - in questo periodo ha accolto i detenuti anziani patologici ma non 'Covid-19' che si trovavano a San Vittore, nella circostanza dedicato esclusivamente ai pazienti 'Covid-19', la cosa più importante era tenere fuori dal carcere il virus; si è fatto di tutto, con controlli all'ingresso, triage a tutti, misurazione della temperatura, attenzione particolare con tamponi a tutti i nuovi giunti con conseguente isolamento prima dell'immissione ai reparti comuni".
Un lavoro di squadra che ha visto impegnati 300 persone, tra medici e operatori sanitari, oltre al personale Serd penale e penitenziario per garantire assistenza a tutti i 3.200 detenuti.
Se oggi sono ancora 45 i positivi al 'Covid-19' - tra San Vittore e Bollate - nessun caso è presente nelle carceri della zona rossa di Brescia e di Bergamo, pochi tra Voghera e Pavia: segno di un'ottima organizzazione, come spiega Roberto  Ranieri, responsabile dell'Unità operativa Sanità penitenziaria di Regione Lombardia.
"Con il tampone - afferma Ranieri - abbiamo fatto un'azione più estensiva rispetto a quelle che erano le direttive nazionali: a San Vittore abbiamo fatto anche tamponi di sorveglianza ai detenuti e al personale di Polizia penitenziaria, soprattutto quelli che fanno servizi esterni, o che abitano all'interno delle caserme".
I test sierologici, allo stesso modo, sono stati fatti al personale sanitario e, a breve, verranno fatti anche ai nuovi detenuti e agli agenti di Polizia penitenziaria, e "sempre in tema di tamponi - aggiunge Ranieri - abbiamo poi un progetto che dovrebbe essere autorizzato e che prevede di fare i tamponi rapidi - ovvero quelli con risposta in un'ora - con un apparecchio collocato all'ingresso di San Vittore in modo da identificare subito chi eventualmente è positivo".
Per la fase 2 "è pronto un documento - continua Ranieri - già approvato (verrà divulgato nelle prossime ore da Regione Lombardia), che prevede di anticipare un po' i tempi rispetto alle altre comunità; la fase 2 è più complessa rispetto alla fase 1 perché occorre mantenere precauzioni - pur garantendo alcune aperture che avverranno in maniera graduale, come i colloqui, ancora oggi in via telematica".
"A  breve - sottolinea Ranieri - è previsto il colloquio con i familiari e il ritorno degli educatori per alcune attività didattiche; fondamentale è gestire lo stato virologico delle persone che accedono alle carceri: tutti gli operatori e gli educatori saranno sottoposti a tampone prima di riprendere l'attività, mentre per i detenuti e per il personale di Polizia penitenziaria verranno organizzati dei corsi di formazione sia in sede - tenendo le dovute misure di distanziamento - sia online".
"Devo dire - termina Ranieri - che i detenuti sono stati bravi, perché si sono messi a produrre mascherine e quindi, avendoli coinvolti nel progetto, abbiamo avuto finora buoni risultati".

Aggiornato il: 13/05/2020