Salviamo Icam, per aiutare mamme e bimbi

Milano, Giorno, 2 giugno 2021

La fondazione Acli scende in campo

"Dobbiamo raccogliere l'allarme lanciato da Francesco Maisto (Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune), non possiamo disperdere l'esperienza (unica nel suo genere) dell'Istituto a custodia attenuata per madri detenute, di via Macedonio Melloni".
Lo ha dichiarato Paolo Petracca, presidente della fondazione delle Acli milanesi.
"In questi quindici anni di attività, l'Icam è diventato un autentico modello anche per le altre città italiane - ha ricordato Petracca - in quel luogo, che ospita madri con bambini soggette a custodia attenuata, è stato visitato anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella; l'istituto rappresenta una concreta applicazione dello spirito dell'articolo 27 della Costituzione, che prevede come le pene non possano consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e debbano tendere alla rieducazione del condannato; è un dato di fatto che oggi - ha concluso Petracca - come conseguenza della pandemia, vi sia solo un'ospite, ma anche per questa ospite è bene che la struttura rimanga: non disperdiamo un'esperienza preziosa per Milano e per l'intero Paese".
A lanciare l'allarme sul rischio di chiusura della piccola struttura detentiva era stato il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Milano, Francesco Maisto (nella Commissione consiliare Carceri del 31 maggio, ndr).
L'Istituto a custodia attenuata per madri detenute era nato in via sperimentale nel 2006 grazie a una intuizione dell'allora direttore della Casa circondariale di San Vittore, Luigi Pagano (dalla quale l'Icam dipende, ndr), per permettere alle donne che non possono usufruire di alternative alla detenzione di tenere con loro i propri figli fino ai sei anni.

Aggiornato il: 03/06/2021