Quando San Vittore era in mano nazista

Milano (Repubblica - Zita Dazzi), 25 gennaio 2020

Una 'Pietra d'inciampo' in memoria dell'agente penitenziario ,Sebastiano Pieri

Giulio e Lazzaro Ravenna erano cugini alla lontana di Liliana Segre, e con lei bambina e suo padre Alberto tentarono la fuga in Svizzera. Scoperti dalle guardie di frontiera, tutti e quattro furono rimandati indietro e poi arrestati a Milano. Lazzaro sapeva come sarebbe andata a finire, messo in cella a San Vittore, come Liliana che aveva appena 13 anni e suo padre. Per questo Lazzaro decise di suicidarsi, buttandosi nel vuoto, in carcere, per non essere anche lui portato al 'Binario 21': quindi non fu caricato sui 15 convogli carichi di ebrei destinati ai campi di sterminio. Giulio, invece, partì e arrivato a Fossoli fu ucciso, mentre la bambina che diventerà senatrice a vita, arrivò ad Auschwitz, e fu una dei soli 16 su 600 che tornarono.
Una 'Pietra d'inciampo', in memoria dei fratelli Ravenna, verrà posta davanti alla loro vecchia casa, in via Rovani, 7 il 1° febbraio 2021: quest'anno Gunter Demnig non potrà venire a Milano per il 'Giorno della Memoria', il 29 gennaio, anniversario della Liberazione di Auschwitz, verranno comunque posate 31 nuove Pietre in ricordo di quanti furono perseguitati dal nazi-fascismo e uccisi nei campi di sterminio: ebrei e deportati politici, che partirono da Milano sui treni blindati.
Ne parlerà oggi, a Palazzo Marino, accanto al sindaco Beppe Sala e al presidente dell'Anpi di Milano Roberto Cenati, il presidente del 'Comitato pietre d'inciampo' Marco Steiner che, come ogni anno, ha selezionato le vittime del nazi-fascismo a cui dedicare uno dei cubi di ottone che vengono cementati nell'asfalto delle strade milanesi, nell'ambito del progetto dell'artista tedesco Gunter Demnig.
Dopo 19 anni, le pietre in tutta Europa sono 50mila e 121 sono a Milano, entrata nella lunga lista delle città che fanno memoria della deportazione anche con questa iniziativa, molto sentita e commovente.
Tra le pietre di quest'anno, una verrà posta davanti al carcere di San Vittore, come l'anno scorso, in memoria di Sebastiano Pieri, agente di Polizia penitenziaria che - come i suoi colleghi onorati nel 2020 - si prodigò per aiutare i detenuti politici che affollavano il sesto Raggio di piazza Filangieri: per questo venne arrestato e deportato a Mauthausen, dove morì; ci saranno i suoi discendenti a ricordarlo il giorno della posa, il 1° febbraio 2021.
Una pietra verrà messa anche in via Villoresi, 24 in memoria di Carlo Bianchi, partigiano trucidato a Fossoli, assieme ad altri 66 compagni, perché collaborava con l'anti-fascista Teresio Olivelli, che fondò il giornale 'Il Ribelle', alla cui redazione e diffusione contribuiva anche il prete della Resistenza, don Giovanni Barbareschi, che fece fuggire e nascose migliaia di ebrei.
"Sono tante storie che si intrecciano e che non devono essere dimenticate, soprattutto dai giovani spera Marco Steiner - ora che man mano i testimoni rimasti in vita ci stanno lasciando".  
Proprio per allargare la platea di persone che conservano e tramandano queste storie, quest'anno le 121 pietre milanesi sbarcano anche su Istangram, con un progetto del presidente della Triennale, Stefano Boeri: sulla pagina 'milanopietredinciampo' saranno riportati 121 Carousel, uno per ogni pietra milanese; la proposta fatta a diversi influencer milanesi è quella di condividere con tutti i loro contatti una o più storie, in modo di realizzare un 'inciampo virtuale', soprattutto per i più giovani, e così, la memoria diventerà anche patrimonio dei social.

Aggiornato il: 25/01/2021