Produzione di mascherine a Bollate

Milano (gnewsonline - Marco Belli), 27 giugno 2020

Con il progetto #Ricuciamo

Hanno iniziato a girare a pieno regime da stamattina le quattro macchine del progetto #Ricuciamo per la produzione industriale di mascherine chirurgiche nello stabilimento di Milano Bollate.
Al momento si tratta soltanto delle prime prove di produzione, ma il ritmo di immagini e suoni che sono in grado di sprigionare rendono l'idea delle loro potenzialità molto più di mille parole.
Le prove andranno avanti fino a tutta la prossima settimana, attorno alle quattro macchine si alterneranno, nelle diverse fasi della produzione, un totale di 144 detenuti che opereranno 24 ore su 24: nove addetti per ogni macchina, per quattro turni di lavoro da sei ore ciascuno.
Nei prossimi giorni saranno, inoltre, messi a punti i protocolli per la sanificazione dell'area industriale e per la certificazione delle attività.
L'inizio della produzione vera e propria è previsto per la seconda settimana di luglio, con un quantitativo iniziale stimato intorno alle 200mila mascherine al giorno.
Il progetto #Ricuciamo per la produzione industriale di mascherine protettive è nato lo scorso 26 maggio con la firma apposta dal Commissario straordinario, Domenico Arcuri e dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede sul Protocollo d'intesa tra il Commissario straordinario di governo per l'emergenza 'Covid-19' e il ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria.
Proprio nell'Istituto milanese di Bollate, il Capo del Dap, Bernardo Petralia e il coordinatore del team "Riconversione Incentivi" del Commissario per la gestione dell'emergenza sanitaria, Ernesto Somma presentarono il progetto insieme ai cinque partner privati che si sono uniti in fase di start-up 'Italia Camp' per la promozione istituzionale dell'iniziativa, la formazione ed informazione ai detenuti e al personale coinvolto nelle tre sedi penitenziarie; Boston Consulting Group, per i rapporti con il produttore delle macchine e le forniture delle materie prime; Comau e Fca Group, specializzata in robot di saldatura e in macchine per magazzini automatizzati, per il montaggio e la certificazione della macchine, per lo sviluppo e la realizzazione di processi di automazione, soluzioni e servizi di produzione; Manpower per l'ingaggio degli 'operation manage'r/capi turno che si alterneranno nella conduzione della produzione in carcere.
In totale sono otto le macchine arrivate dalla Cina che fra poco entreranno a regime, consentendo di produrre fino a 100mila mascherine al giorno per ciascuna macchina: oltre alle quattro di Bollate, due sono nell'Istituto penitenziario di Salerno e due nel Polo di Rebibbia, presso il Servizio di approvvigionamento e distribuzione armamento e vestiario.
 

Aggiornato il: 01/07/2020