Polemiche sul Cpr di via Corelli

Milano (Giorno - Cesare Giussi e Pierpaolo Lio), 13 ottobre 2019

Sala: "Per i migranti irregolari resta il sì alle espulsioni"

"Via Corelli non diventerà un centro di detenzione". Circolo Acli di via Conte Rosso, Lambrate, ieri mattina (12 ottobre 2019 ndr). Colazione con il sindaco in una sala con almeno trecento residenti del quartiere. Giuseppe Sala risponde alla domanda di una cittadina sulla futura apertura di un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) degli immigrati irregolari in via Corelli (apertura annunciata lo scorso 4 ottobre 2019 in prefettura dal ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese), e sembra sposare la battaglia anti Cpr lanciata dall'euro-parlamentare del Pd, Pierfrancesco Majorino. Non a caso il primo cittadino cita con una battuta l'ex assessore alle Politiche sociali del Comune ("Majorino se n'è andato ma in realtà non se n'è mai andato, ce l'abbiamo sempre tra le b…") e poco dopo aggiunge: "Domani (oggi, 14 ottobre 2019 ndr) incontrerò Majorino e Rabaiotti (l'attuale assessore alle Politiche sociali di Palazzo Marino, ndr) per capire un po' cosa possiamo fare, non ho ancora la soluzione ma certamente è qualcosa su cui dobbiamo intervenire perché è un tema anche simbolicamente importante per la città". Majorino, intanto, si è già portato avanti con una lettera inviata alla Lamorgese in cui sottolinea che "sarebbe molto più utile sfruttare la struttura di via Corelli per ospitare i senzatetto". Soluzione distinta e distante da quella che ha in mente il Viminale. L'esponente dem ribadisce che anche se al ministero dell'Interno non c'è più Salvini ma la Lamorgese - gradita dai vertici nazionali del Pd, il suo partito - lui resta contrario ai Cpr. Non solo. Majorino dice di condividere le ragioni per cui alcuni centri sociali, i sindacati e la sinistra radicale sono scesi in piazza ieri pomeriggio per dire "Mai più lager. No ai Cpr". La battaglia simbolica a cui accennava sopra Sala sembra questa: impedire che a Milano torni a esserci, come ai tempi del Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di via Corelli, una struttura in cui gli immigrati clandestini vengono detenuti in attesa di essere espulsi dall'Italia. Il Cpr, però, ricalca proprio la funzione del Cie: detenzione in attesa di espulsione. Attenzione, però, la posizione del sindaco è più articolata, Sala non è contrario ai rimpatri. Nel pomeriggio, infatti, aggiunge: "E' il momento di dare un ruolo al centro di via Corelli, voglio dirlo con chiarezza: noi lavoreremo per continuare nella politica dei rimpatri; dei 4mila e rotti rimpatriati, mille arrivavano da Milano; però con i modi giusti, non credo che i centri di detenzione siano fondamentali, ma i centri di rimpatrio ben gestiti senz'altro sì". L'euro-parlamentare e consigliera comunale della Lega, Silvia Sardone non condivide la posizione del primo cittadino: "Ascoltando le parole di Sala sul Cpr di via Corelli - che persino il ministro Lamorgese ha confermato di voler portare avanti - si ha sempre più l'impressione che il sindaco sia allineato agli anarchici e ai comunisti che oggi (ieri, 12 ottonre 2019 ndr) sono scesi in piazza per protestare: vogliono continuare ad accogliere e mantenere clandestini che non hanno alcun diritto di stare nel nostro Paese".
 

Aggiornato il: 07/04/2020