Per la rivolta nel carcere di Opera

Milano, Repubblica, 6 febbraio 2021

Chiedono il patteggiamento 13 dei 22 detenuti imputati

Il 9 marzo 2020 - all'inizio del lockdown - anche nella Casa di reclusione di Opera ci fu una rivolta con danneggiamenti, incendi, resistenza e minacce a pubblico ufficiale.
Al processo 5 dei detenuti imputati non hanno partecipato all'udienza perché positivi al Coronavirus, mentre sono stati chiesti dei riti alternativi per 13 dei 22 detenuti imputati; nell'udienza preliminare che si è tenuta davanti alla gip, Daniela Cardamone 8 detenuti hanno chiesto il rito abbreviato, 5 il patteggiamento e 4 non hanno fatto richieste di riti alternativi (quindi, andranno a processo ordinario), per uno di loro, che è straniero, c'è stato un difetto di notifica; la media delle pene concordate è di un anno e un mese.
Le indagini, condotte dalla Polizia penitenziaria - attraverso l'analisi dei filmati - coordinate dal pm, Enrico Pavone del pool anti-terrorismo, guidato dal pm, Alberto Nobili avevano portato inizialmente a 92 denunce e - dopo la chiusura delle indagini nel luglio 2020 - alla richiesta di processo per 22; tra le contestazioni a carico di alcuni detenuti anche quelle di aver tentato di sfondare un cancello di una sezione del carcere, di avere minacciato di morte alcuni agenti, di aver provocato un incendio dando fuoco ai materassi e distrutto tavoli e sedie.
La fase dell'udienza preliminare dovrebbe concludersi l'11 febbraio 2021 durante la quale la giudice dovrebbe esprimersi in merito alle richieste.

Aggiornato il: 09/02/2021