Ok del Cts alla ripresa dei colloqui in carcere

Milano (Sole 24 Ore - Nicoletta Cottone), 22 giugno 2021

Cartabia: "In epoca 'Covid-19' l'isolamento è quasi insostenibile"

Il sovraffollamento nelle carceri italiane torna a destare preoccupazione: presenti 53.661 detenuti con una capienza di soli 47.445 posti: "Ne siamo consapevoli" ha evidenziato il ministro della Giustizia, Marta Cartabia.
"Nelle carceri italiane sono attualmente presenti 53.661 detenuti, una presenza che commisurata alla capienza effettiva di posti disponibili, limitata a 47.445 (anche se formalmente attestata a 50.781 posti regolamentari) indica la necessità di interventi che riducano la pressione", ha sottolineato il Garante delle persone private della libertà personale, Mauro Palma.
"Sono 1.801 i condannati all'ergastolo; più di un terzo delle persone detenute - ha ricordato Palma - hanno una previsione di rimanere in carcere per meno di tre anni e sono 1.212 quelle che sono state condannate a una pena inferiore a un anno".
"Le paure, le ansie per il contagio e le privazioni dalle relazioni significative in carcere sono state vissute ancor più intensamente, più drammaticamente, che nel resto della società, l'isolamento e il distacco dai familiari e dalle persone care si è fatto quasi insostenibile", ha detto la ministra Cartabia, intervenendo alla presentazione della Relazione annuale del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.
Il Garante dei detenuti è come una vedetta "da quando anche in Italia - come in altri Paesi - è stata introdotta la figura del Garante dei detenuti, tutta la società ha compiuto un importante passo in avanti, con la presenza di un Garante, la città sa di poter guardare in ogni momento al di là di quegli alti muri di cinta che separano i penitenziari dalla vita comune e chi vive e lavora al di là di quelle mura sa che ciò che lì accade non rimane nascosto", ha sottolineato la Cartabia.
"Il Garante dei detenuti - ha evidenziato la ministra - è come una vedetta che aiuta a far emergere preventivamente i problemi che insorgono nel carcere; problemi individuali e problemi generali, problemi di una singola realtà o di tutta la galassia del carcere e li segnala alle autorità competenti".
La ministra della Giustizia ha anticipato che arriverà presto una circolare del Dap che "ufficializzerà la ripresa dei colloqui in presenza: nel fine settimana il Comitato tecnico scientifico ci ha fatto avere il suo parere favorevole, per cui - pur conservando le necessarie cautele e la doverosa prudenza - confidiamo di poter permettere presto a padri, madri detenute di poter rivedere figli, fratelli, genitori, con cui in questo lunghissimo anno hanno potuto parlare solo a distanza; considero questo un grande passo in avanti verso un ritorno alla normalità anche all'interno degli Istituti penitenziari, come progressivamente sta avvenendo per tutto il Paese, perché - non dobbiamo mai scordarlo - c'è un pezzo d'Italia che vive al di là di quei cancelli".
"La pandemia - ha sottolineato il presidente della Camera, Roberto Fico - ha confermato le gravissime carenze strutturali, igieniche e organizzative del sistema penitenziario italiano, non compatibili con la dignità della persona e il fine rieducativo della pena, in particolare, è emersa drammaticamente l'assenza, in Istituti penitenziari sovraffollati, di spazi minimi per rispettare le regole rigorose poste a tutela della salute pubblica".
"Complessivamente - si legge nella Relazione annuale del Garante nazionale - il sistema penitenziario ha retto all'impatto del contagio, rispetto al rischio potenziale per un ambiente chiuso, anche a causa del numero molto basso di persone che hanno manifestato sintomi, ci sono comunque stati 15 decessi per 'Covid-19' di persone detenute e 13 tra gli operatori appartenenti alla Polizia penitenziaria".
"Non posso non sottolineare - ha scritto Palma nella Relazione annuale - la rilevanza del numero dei suicidi, accentuato anche nel periodo di difficoltà soggettiva che ha caratterizzato gli scorsi mesi: il tasso dei suicidi ha toccato nel 2020 l'1,11 per mille (62 in totale) delle presenze medie, mentre nel 2019 era stato lo 0,91 per mille (55 in totale); a questi è doveroso aggiungere il numero di suicidi tra il personale della Polizia penitenziaria: 6 nell'ultimo anno (i suicidi tra i detenuti erano stati 64 nel 2018 e 50 nel 2017)".
Secondo il Garante nazionale "una immagine plastica della fragilità sociale che connota gran parte della popolazione detenuta, perché indica coloro che non accedono a misure che il nostro ordinamento prevede, spesso anche perché privi di fissa dimora".
Il dato positivo è la presenza in carcere di 1.034 persone iscritte all'università, quello negativo è che sono 854 le persone analfabete e 6.052 quelle che non hanno la licenza media inferiore.
"Il mondo dei luoghi della privazione della libertà non è luogo 'altro': ci appartiene - ha sottolineato Mauro Palma - e quei muri e quei cancelli indicano soltanto una separazione temporale dovuta a esigenze di tipo diverso, che possono aver determinato la restrizione della libertà, mai devono costituire una separazione sociale e concettuale, e diminuire il riconoscimento della specifica vulnerabilità che li abita (vedi gli articoli 2 e 3 della Costituzione, baluardo di ogni previsione normativa specifica)".
Il Garante nazionale ha ricordato, infine, che "la finalità tendenzialmente rieducativa di ogni sanzione penale è spesso oggetto di affermazioni e dichiarazioni d'intenti, ma si tratta troppo spesso di una indicazione convegnistica".

Aggiornato il: 22/06/2021