Misure alternative al carcere

Roma (Italia oggi - Giovanni Galli), 31 agosto 2020

Obiettivo inclusione per i detenuti 

Enti e associazioni chiamati a raccolta dal ministero della Giustizia per accogliere persone detenute che potrebbero teoricamente fruire di misure alternative alla carcerazione ma non sono in grado di farlo a causa della mancanza di una casa o di risorse familiari o economiche.
Il progetto di inclusione sociale per persone senza fissa dimora in misura alternativa, presentato in pieno lockdown, fa parte del documento di programmazione generale per il triennio 2020-2022: gli Uffici di esecuzione penale esterna nel prossimo triennio, come spiega la scheda di sintesi del progetto, lavoreranno per rafforzare il proprio ruolo di coordinamento delle relazioni con gli attori istituzionali e con le agenzie pubbliche e private del territorio, in modo da offrire all'utenza reali opportunità di reinserimento sociale.
Nello specifico, un graduale reinserimento del detenuto all'interno del tessuto sociale. Il progetto si propone di offrire, alla persona detenuta, un sostegno diretto al superamento degli ostacoli che ne impediscono l'immediato e adeguato reinserimento nel contesto sociale, attraverso azioni di accompagnamento nella delicata fase della conclusione della pena.
Tali azioni vanno dall'individuazione, accoglienza e conoscenza della persona alla predisposizione di un piano d'intervento condiviso, dal rinnovo di permesso di soggiorno, pratiche burocratiche, visite mediche fino al reinserimento post pena con azioni di accompagnamento e orientamento. I destinatari sono detenuti privi di risorse economiche ed affettive (riferimenti familiari, alloggiativi, lavorativi ecc.), in condizioni psicofisiche di autosufficienza e che abbiano i requisiti per essere ammessi ad una misura alternativa.
Tra questi, detenuti con fine pena non superiore ai 18 mesi e che possono accedere alla detenzione domiciliare quelli per i quali il rischio di contagio per 'Covid-19' possa considerarsi, a causa delle condizioni pregresse di salute, un grave pregiudizio.
I partner sono enti e associazioni che aderiscono a un progetto di inclusione sociale e disponibili all'accoglienza globale delle persone, delle quali dovranno favorire processi di inclusione sociale per ridurre il sovraffollamento detentivo e la recidiva e processi di apprendimento e sperimentazione di nuovi e diversi stili di vita.
Il progetto prevede anche la fornitura di un kit sociale per assicurare un minimo di beni, strumenti e risorse di prima necessità atti a soddisfare le imprescindibili esigenze di vita quotidiana, kit che potrebbe comprendere anche una modica somma di denaro al fine di sperimentare la gestione economica autonoma e responsabile di talune spese giornaliere basilari.
Si prevede un contributo finanziario complessivo di 20 Euro al giorno per ciascuna persona accolta per un periodo di sei mesi e, comunque, non oltre i 18 mesi, nel limite della disponibilità finanziaria, contributo che dovrà essere utilizzato per sostenere le spese di vita quotidiana necessarie per il buon esito dei programmi.

Aggiornato il: 31/08/2020