Milano, suicidio in questura

Milano (Repubblica - Luca De Vito), 26 agosto 2020

Indagati due agenti addetti al controllo del detenuto

La procura vuole capire se chi aveva la responsabilità di vigilare lo abbia fatto.
L'uomo si è tolto la vita con una maglietta stretta al collo in una delle stanze del foto-segnalamento mentre era da solo, le telecamere hanno ripreso la scena.
Due agenti di polizia sono indagati per omicidio colposo in relazione al suicidio di un uomo avvenuto domenica 23 agosto 2020 all'interno della questura di Milano.
L'ipotesi su cui sta lavorando la pm Paola Pirotta, con il coordinamento del procuratore aggiunto Laura Pedio, è che chi aveva la responsabilità di vigilare su quello che succedeva nelle stanze non lo abbia fatto; l'iscrizione dei due agenti, da quanto trapela, è un atto dovuto per le indagini e a tutela degli agenti.
Dalle indagini, fatte dalla squadra mobile, emerge che l'uomo (un algerino di 43 anni che era stato fermato in via Felice Casati e portato in via Fatebenefratelli per accertamenti), si sia impiccato con una maglietta in meno di 15 minuti da quando è entrato nella stanza; la scena è stata immortalata dalle telecamere interne che gli addetti alla vigilanza avevano a disposizione sul loro monitor. Secondo la ricostruzione l'uomo sarebbe stato messo in una delle quattro stanze dei fermati e lasciato in isolamento per un'ora: un tempo sufficiente per togliersi la maglietta, annodarla e trasformarla in un cappio da legare alle grate di una finestra bassa.
Non si conosce ancora l'identità dell'uomo, con diversi precedenti.
Una richiesta per avere ulteriori informazioni è stata fatta al consolato algerino; il fermato nelle precedenti identificazioni ha dato sempre dei nomi diversi (dodici in tutto), affermando di essere algerino, per questo gli investigatori della Squadra mobile non hanno ancora certezze sulla sua vera identità.
Per venerdì 28 agosto 2020 è stata fissata l'autopsia.
 

Aggiornato il: 02/09/2020