Milano, Cpr in stato di abbandono

Roma (ildubbio - Damiano Aliprandi), 10 luglio 2021

I  migranti con patologie psichiche

Nel Cpr di via Corelli sono in aumento i migranti con patologie psichiche.
Lo denuncia l'associazione 'Naga', alla quale le cooperative che gestiscono il Cpr hanno chiesto un aiuto, perché c'è bisogno di medici volontari che effettuino visite specialistiche.
"Tale richiesta sarebbe un'ulteriore conferma dell'assenza di un Protocollo d'intesa tra la prefettura e le strutture pubbliche sanitarie del territorio (previsto all'art. 3 del Regolamento Cie del 2014) e questa assenza risulta di estrema gravità, considerando soprattutto l'apertura del Cpr a settembre 2020 e il conseguente vuoto di tutela della salute di chi si ritrova rinchiuso all'interno", scrive l'associazione su Facebook.
Tale mancanza è stata denunciata anche dal senatore Gregorio De Falco, che ha fatto visita al Cpr di Milano il 5 e il 6 giugno scorsi, che ha denunciato di aver trovato all'interno del centro una situazione di abbandono, mala gestione e assenza di tutele nei confronti delle persone - stranieri e migranti - che vi sono ospitate.
"È peggio di un carcere, in un carcere ci sono delle regole, mentre qui non c'è tutela per le persone, come facciamo a dire di essere un Paese civile? Noi critichiamo l'Egitto quando reitera in maniera indefinita la carcerazione di Patrick Zaki, mentre noi facciamo la stessa cosa in tutti i Cpr!", così il senatore ai microfoni di Radio Popolare.
Interessante è leggere la sua diffida al gestore del Cpr e alla prefettura: sabato 5 giugno 2021 alle 13 subito dopo aver fatto accesso nella struttura del centro di via Corelli, il senatore si è trovato nella sala di controllo nella quale sono posti gli schermi che mostrano quanto ripreso dalle numerose telecamere distribuite nel centro, su uno degli schermi ha visto il 'signor B.' che in un cortile stava compiendo atti di auto-lesionismo praticandosi numerosi tagli su braccia e tronco, mentre un gruppo di agenti in tenuta anti-sommossa, introdottisi nel corridoio che conduceva al cortile, si dirigevano nella sua direzione, salvo tornare sui propri passi al cenno di un altro componente, verosimilmente un superiore gerarchico, quindi, il 'signor B' veniva condotto nella sala d'ingresso, dove il senatore De Falco lo ha potuto incontrare dinanzi all'accesso dell'infermeria: "Egli era a torso nudo e sul suo corpo erano visibili lunghi e numerosi tagli sanguinanti che coprivano l'intero addome ed entrambe le braccia, presentava segni di sutura alle labbra, parlava in modo confuso e piuttosto incoerente, ripetendo in modo ossessivo 'Voglio uscire da qui, se non esco mi ammazzo, mi impicco'".
Il senatore sottolinea che gli atti di auto-lesionismo di quel giorno non erano i primi da quando era trattenuto, avendone egli già messi in atto molti altri, come ebbe ad ammettere.Inoltre, non è l'unico caso, e la gestione di questi casi avverrebbe soltanto tramite la somministrazione di sedativi; nel merito, il 'signor B' gli ha elencato i farmaci che ufficialmente servirebbero per dormire ma che erano eccessivi.
"Il 'signor B' - si legge nella diffida - denunciava di esserne ormai dipendente ed evidenziava un modo di parlare sconnesso e grosse difficoltà di concentrazione, non riuscendo nemmeno a ricordare la propria data di nascita e continuando a chiedere di essere rilasciato, minacciando insistentemente il suicidio".
Ma ritorniamo alla denuncia dell'associazione: "Nel maggio 2021 - si legge nella nota del Naga su Facebook - il direttore del Cpr, Federico Bodo ha scritto una email al Garante nazionale dei diritti delle persone private delle libertà personali (Mauro Palma, ndr) e al Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Milano (Francesco Maisto, ndr) in cui denuncia che sono soprattutto le condizioni psicologiche e psichiatriche dei rinchiusi a destare preoccupazione".
Il direttore del Cpr conferma "la mancanza di un Protocollo di intesa tra l'Ats - Città Metropolitana di Milano e la prefettura di Milano che fa sì che gli ospiti del Cpr possano accedere a visite specialistiche e alla presa in carico da parte del Ssn con i tempi previsti per i cittadini italiani, e quindi con lunghe liste di attesa"

Aggiornato il: 12/07/2021