La street art di Bros a San Vittore

Milano (Rolling Stone - Nicolas Ballario), 19 giugno 2019

L'artista italiano coinvolgerà i detenuti del carcere per realizzare l'opera 'Rubabandiera'

Qualche anno fa l’allora vice sindaco di Milano, Riccardo De Corato (oggi assessore alla sicurezza della Regione Lombardia, ndr) avrebbe dato chissà cosa per leggere questa notizia, dopo che aveva cercato in ogni modo di farlo condannare per avere deturpato la proprietà pubblica.
Nel frattempo Bros (al secolo Daniele Nicolosi, nato nel 1981) è stato assolto e ha consolidato la sua enorme fama di street artist e a San Vittore ci entra di sua sponte, per un bellissimo progetto promosso dalla fondazione Maimeri: all’interno della rotonda della struttura penitenziaria darà vita a “Rubabandiera”, una installazione artistica realizzata insieme ai detenuti.
Sappiamo bene che le carceri italiane vivono un sovraffollamento disumano e che i princìpi della rieducazione e del reinserimento sociale sono disattesi, specialmente in questo buio periodo, dove una certa misera politica prende voti dicendo di “buttare via la chiave”.
Ecco che allora arriva Bros a tentare di ribaltare questa condizione e a esporre una serie di bandiere, alcune delle quali sono state realizzate dalle detenute del laboratorio di sartoria del reparto femminile (allestite, poi, dai detenuti della sezione maschile), che scardinano l’idea di confine geo-politico e diventano vessilli di nuovi territori emozionali.
Si può intuire fin dal titolo “Rubabandiera” un doppio significato, quello di una parola che richiama un gioco dell’infanzia, ma che allo stesso tempo ci fa pensare alla necessità degli uomini e delle donne in detenzione di riappropriarsi di un panorama di emozioni e intimità.
A completare l’installazione una serie di specchi sulla cui superficie sono state impresse alcune figure come rose, rondini o cuori, a richiamare proprio la tradizione dei tatuaggi nelle carceri, simboli che servono a raccontare una storia.

Aggiornato il: 07/04/2020