La Polichina distribuita gratis alle carceri

Milano (Corrire della Sera - Giuseppe Guastella), 4 aprile 2020

Dopo San Vittore e Bollate, anche Ats e Protezione civile

Sono talmente tante le richieste che da ieri l'Ufficio delle dogane e dei monopoli ha dovuto autorizzare il Politecnico di Milano a usare senza pagare le accise fino a cinquemila litri di alcol etilico al giorno per la produzione della 'Polichina'.
Da un paio di settimane, carceri, Ast, Comuni e Protezione civile vengono costantemente riforniti con il disinfettante per le mani prodotto nei laboratori del Dipartimento di chimica, materiali e ingegneria 'Giulio Natta', gratuitamente. Assieme a mascherine, guanti, calzari e camici usa e getta, il difettante per le mani è uno dei 'Dispositivi di protezione individuale' per la prevenzione della pandemia da coronavirus.
È venduto dagli accaparratori a prezzi da borsa nera in tempo di guerra e viene sequestrato a man bassa dalla Guardia di finanza. A metà marzo 2020 i chimici e gli ingegneri del dipartimento si chiesero cosa avrebbero potuto fare per contribuire anche loro alla lotta contro il 'Covid-19', le competenze le avevano, tutte quelle possibili, le risorse anche, risposero che avrebbero prodotto il disinfettante. Per intenderci, tipo l'Amuchina, e l'avrebbero fatto basandosi sulla formula dettata dall'Organizzazione mondiale della sanità: alcol etilico, acqua ossigenata, glicerolo e acqua depurata; decisero di chiamarlo 'Polichina', nome che volutamente ricorda quello del più noto preparato commerciale: "Avevamo anche pensato di rendere il nostro prodotto simile a quelli in commercio, realizzandolo come gel, ma poi ci è sembrato più corretto attenerci strettamente alle indicazioni dell'Oms", spiega la professoressa Maria Pia Pedeferri, direttrice del dipartimento universitario.
Una ricetta semplice che teoricamente chiunque potrebbe realizzare in casa, figurarsi tecnici e teorici universitari del livello di quelli dell'università che, nei loro laboratori e nelle loro aule in Città studi, di solito affrontano le più complesse teorie e pratiche scientifiche, ma che non per questo non si sono tirati indietro: "Ci siamo trovati in questa particolare situazione a causa delle nostre competenze chimiche, diciamo che noi siamo certi di fare il prodotto in maniera rigorosa e controllata, grazie alla professionalità dei nostri ingegneri e chimici", dice Pedeferri. E' un'azione di volontariato che professori e ingeneri portano avanti gratuitamente, come totalmente gratuita è la distribuzione della 'Polichina'. Hanno cominciato provando con pochi litri, poi, grazie ad apparati per la miscelazione dei componenti che sono stati realizzati dagli ingeneri, la produzione è stata via via aumentata per portarla fino ai seimila litri che sono in grado di preparare ogni giorno. Ora decine di taniche bianche di 'Polichina' si allineano nei locali del dipartimento dove, però, devono restare il minor tempo possibile per questioni di sicurezza in modo da evitare che materiale infiammabile resti accumulato, ma non c'è pericolo perché di certo non rimane lì per molto tempo. La Protezione civile di Milano è stata la prima ad essere rifornita, poi la voce si è sparsa rapidamente con il passaparola facendo arrivare le richieste da Comuni delle province più colpite dal 'Covid-19' in Lombardia, come Bergamo, Lodi e Pavia. Quindi, si sono fatte avanti le prime aziende sanitarie seguite dalle carceri di San Vittore, che ha ritirato 500 litri, Bollate mille litri e Pavia, al quale solo ieri sono stati regalati duemila litri. E' anche allo studio un accordo tra il dipartimento e l'assessorato regionale alla Sanità per rifornire di disinfettante a tutte le Ats della Lombardia. 

Aggiornato il: 07/04/2020