La casa speciale per madri detenute rischia di chiudere

Milano (Giorno - Anna Giorgi), 1 giugno 2021

L'allarme del Garante comunale Francesco Maisto

L'Istituto per la custodia attenuata per madri detenute (Icam): presidio indispensabile per aiutare le mamme e soprattutto i bambini, rischia la chiusura.
A lanciare l'allarme è Francesco Maisto, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune, durante la Commissione consiliare Educazione e carceri, che si è tenuta ieri (31 maggio, ndr) a Palazzo Marino.
Maisto, per ora, è riuscito a ottenere una proroga della chiusura (slitterà a settembre 2021), ma spera in un ripensamento ed è fiducioso in un cambiamento della situazione complessiva che ha risentito della pandemia.
L'Icam è nato nel 2006: la struttura modello, costruita per fare in modo che somigli il meno possibile a un carcere, si trova in via Macedonio MelIoni, a oggi - secondo l'Amministrazione comunale - il problema principale è la mancanza di ospiti.
Per Maisto, però, questa criticità dipende dall'emergenza sanitaria contingente: "Attraversiamo una fase difficile, in cui è prevedibile che un contesto di pandemia abbia diminuito la micro-criminalità e quindi gli arresti".
Per questo motivo gli ospiti dell'Icam si sarebbero ridotti troppo per tenere vivo il servizio, con il calo fisiologico dei reati (dovuto al lockdown), non ci sono mamme con bambini da mettere in istituto, e minori sono stati anche gli interventi delle forze dell'ordine.
"Abbiamo fatto diversi incontri per evitare la chiusura - continua il Garante Maisto - siamo riusciti a ottenere che l'esperienza venga prolungata fino a settembre, poi si vedrà (anche in base ai proventi della legge 285); attualmente nell'istituto è presente una sola detenuta.
In tutta Italia, oltre all'Icam di Milano, ci sono solo altri quattro istituti e, inevitabilmente, il Comune cerca di destinare il personale attualmente impiegato all'Icam in altri servizi, ma per Maisto "si tratterebbe solo di avere la pazienza di tornare alla normalità, per non rovinare un modello di recupero che ha fatto scuola anche in altre città, una struttura che aiuta i bambini a non subire il trauma di una mamma in carcere".
Inoltre, in commissione, è finita anche l'urgenza di consentire ai bambini minori di 12 anni di poter rivedere i genitori che si trovano in cella, usufruendo degli spazi verdi dei quattro Istituti di pena milanesi: solo da ieri (31 maggio, ndr) è tornata la possibilità di vederli dietro un plexiglass, ma mancano gli abbracci, e mancano da febbraio; i tempi si sarebbero accorciati, se fosse stato possibile per i minorenni vedere il genitori all'aperto, nei giardini del carcere, attualmente inaccessibili.

Aggiornato il: 01/06/2021