In Lombardia positivo un detenuto su dieci

Milano (affaritaliani), 27 gennaio 2022

A Opera quasi  il 40 per cento della terza dose del vaccino anti 'Covid-19'

Sono 740 i detenuti positivi nelle carceri lombarde (il 10 per cento della popolazione carceraria) con 5 ricoverati, di cui uno in terapia intensiva e la copertura vaccinale con il booster sfiora il 40 per cento.
Questi sono i numeri che il provveditore del dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria per la Lombardia, Pietro Buffa - insieme a Roberto Ranieri, dell'Unità operativa Sanità penitenziaria di Regione Lombardia - hanno fornito alla Commissione speciale sulla situazione carceraria.
"I dati fotografano una situazione della popolazione detentiva speculare a ciò che accade all'esterno - ha dichiarato la presidente della Commissione, Antonella Forattini - dopo la crescita esponenziale di fine dicembre/inizio gennaio, oggi la curva del 'Covid-19' negli Istituti di pena lombardi sembra aver rallentato la sua corsa: ciò grazie al lavoro di tutti gli operatori del sistema carcere che hanno messo in atto misure di contenimento e alla campagna di vaccinazione che sta procedendo in tutte le carceri; dobbiamo proseguire su questa strada affinché le nostre carceri non diventino nuovi focolai di diffusione del Coronavirus".
Sono 7.838 i detenuti nelle carceri lombarde (di cui 3.521 sono gli stranieri) su una capienza di 6.129 posti; nella quarta ondata sono stati 1.500 i casi di detenuti positivi, di questi cinque hanno avuto la necessità di ricorrere al ricovero ospedaliero, mentre uno con due dosi di vaccino e una situazione di co-morbidità è in terapia intensiva.
A oggi i positivi sono poco meno di 800 (740), un dato che negli ultimi giorni si è mantenuto stabile e che indica il possibile raggiungimento del cosiddetto 'plateau'; ai detenuti lombardi il booster del vaccino anti-Covid ha cominciato a essere somministrato (senza differenze di fasce di età) nel mese di ottobre del 2021 e oggi la terza dose copre il 40 per cento della popolazione carceraria secondo un piano vaccinale che ha privilegiato gli Istituti carcerari con una maggiore presenza di detenuti fragili, come quelli di Opera e Sondrio che hanno raggiunto rispettivamente il 71 e il 61 per cento.
Al termine dell'audizione, la Forattini ha confermato la volontà di istituire il tavolo "'Salute mentale e carcere', per creare un gruppo di lavoro che possa confrontarsi con una patologia che purtroppo è molto diffusa negli Istituti penitenziari e che ha un impatto forte sulle comunità carcerarie in termini di benessere sociale e di utilizzo di risorse pubbliche".

Aggiornato il: 28/01/2022