Il Garante delle vittime contro indulto e amnistia

Milano, Ansa, 10 marzo 2020

Contrario a quanto auspicato dal presidente del Tribunale di sorveglianza

"Non vorrei che l'intervento normativo auspicato dal presidente del Tribunale di sorveglianza si traducesse in misure che estinguano in tutto o in parte la pena residua dei condannati, poiché non è con provvedimenti come indulti o amnistie che si risolve un problema sistematico nelle nostre carceri, che è quello del sovraffollamento".
A dirlo è il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato in Lombardia, Elisabetta Aldrovandi, presidente dell'Osservatorio nazionale sostegno vittime.
Per Aldrovandi "l'unico modo per contenere il sovraffollamento carcerario è mettere a regime alcune delle 38 carceri costruite sul territorio nazionale, da nord a sud, e mai utilizzate; i detenuti - aggiunge - hanno diritto alla dignità e alla tutela della loro salute, e certamente avere spazi
inferiori a quelli dovuti non aiuta la riabilitazione né la rieducazione, ma neppure ipotizzare di ricorrere a liberazioni anticipate perché non c'è spazio negli istituti di pena è la soluzione; una soluzione spesso adottata in passato e che ha consentito di liberare anzitempo pericolosi delinquenti, come assassini e stupratori, senza un adeguato controllo circa l'effettiva riabilitazione".  

Aggiornato il: 07/04/2020