I conti del ministro Bonafede non tornano

Milano (Corriere della Sera - Luigi Ferrarella), 15 maggio 2020

Il Coronavirus nelle carceri italiane

Bonafede zigzaga fra i numeri. Ma per il 'Covid-1' i morti sono otto (non tre).
Nel rivendicare quanto il ministero della Giustizia "si sia mosso per tutelare la salute nelle carceri" (tramite quel Dap di cui non si capisce allora perché abbia sostituito il vertice), il Guardasigilli, Alfonso Bonafede aggiunge: "Certo mi dispiace tantissimo perché qualcuno è deceduto, un detenuto e due agenti".
Smarrimento, perché per il 'Covid-19' nel mondo-carcere i morti sono otto, non uno ma quattro detenuti - tre non contati forse perché spirati in ospedale - e, oltre ai due ricordati agenti, due medici penitenziari, forse non indicati perché appartenenti all'Amministrazione.
Anche con le proprie leggi il ministro della Giustizia zigzaga tra i numeri, esalta il decreto dell'8 marzo 2020 ma (per respingere le strumentali accuse d'aver fatto scarcerare i mafiosi, anziché tra mille limitazioni solo detenuti comuni con scampoli di pene), assicura che "ha avuto una incidenza ridotta, 903 detenzioni domiciliari".
Poi, però, lasciato ai giudici il cerino di far calare i detenuti - da 61.235 a 52.712 - si intesta l'indiscutibile contenimento del Coronavirus, ottenuto in realtà solo perché questa mitigazione di illegalità nelle carceri (da 11.000 a 5.000 stipati, oltre i posti effettivi), ha liberato mini reparti dove isolare via via i positivi (211 detenuti oltre a 320 agenti e sanitari).
Appurato che 253 dei 376/498 inventati boss scarcerati erano in attesa di giudizio, e solo 4 i malati passati dal 41 bis a casa in carenza di quelle terapie che solo ora il ministero corre ad assicurare, non si aggiunge che degli altri uno solo fosse 'in Alta sicurezza 1' e tutti i restanti in 'Alta sicurezza 3' - non capi mafia - ma "inseriti (descrive il Garante nazionale) nel brodo di coltura della criminalità organizzata".
Inevasa resta l'attesa di conoscere, sui 13 morti nelle rivolte di cui il ministro Bonafede a marzo 2020 indicò come "cause per lo più riconducibili ad abuso di sostanze stupefacenti sottratte alle infermerie", in cosa sia consistito il "per lo meno".
 

Aggiornato il: 15/05/2020