Il boss Francesco Bonura ritorna in carcere

Milano (Repubblica - Liana Milella), 20 maggio 2020

Revocati i domiciliari all'ex detenuto di Opera

Anche per Francesco Bonura si riaprono le porte del carcere. Il noto mafioso - libero dal 22 aprile 2020 - dovrà tornare in prigione perché il Tribunale di sorveglianza di Milano gli ha revocato i domiciliari concessi per ragioni di salute, a seguito del decreto legge Antimafia del 9 maggio 2020 del guardasigilli Bonafede.
Il vice capo del Dap, Roberto Tartaglia ha proposto due soluzioni alternative per ospitare Bonura: il magistrato le ha ritenute entrambe valide e ha firmato il rientro; mentre il 22 maggio 2020 saranno i giudici di Sorveglianza di Sassari a decidere su Pasquale Zagaria.
Nelle due pagine firmate dal magistrato di Sorveglianza di Milano, Gloria Gambitta si motiva il ritorno in carcere di Bonura per due ragioni. La prima è la disponibilità, data dal Dap, al ricovero del detenuto nell'ospedale Sandro Pertini di Roma e al Belcolle di Viterbo, che hanno reparti attrezzati per chi arriva dalle carceri ed è in una situazione di alta sicurezza. La seconda è il via libera del presidente della giunta della Regione Lazio, in merito al rischio 'Covid-19'.
Il giudice spiega che Bonura - detenuto nel carcere di Opera - aveva ottenuto i domiciliari ad aprile 2020 non solo per le sue condizioni di salute, ma anche per la grave emergenza sanitaria in Lombardia; adesso, invece, non solo la situazione è migliorata, ma lo stesso Bonura ha svolto degli accertamenti sanitari a Palermo che escludono una sua recidiva oncologica. Da qui la revisione del provvedimento, che è frutto del decreto legge approvato con grande urgenza il 9 maggio 2020 - a seguito dell'allarme sulle 498 scarcerazioni di altrettanto detenuti di criminalità organizzata - un decreto che obbliga le toghe di sorveglianza a rivedere entro 15 giorni le misure dei domiciliari già concessi e poi successivamente con una cadenza mensile.
 

Aggiornato il: 20/05/2020