Donne incinte, il no al carcere esiste per tutelare il bambino

Milano (Corriere della Sera - Giuseppe Guastella), 20 dicembre 2021

"Non va bene crescere con limitazioni e senza avere alcuna colpa"

Secondo Giovanna Di Rosa, presidente del tribunale di Sorveglianza di Milano e il caso della ladra con 30 anni di pena mai scontata "le condizioni di costrizione e limitazione del carcere non sono adeguate a una donna in condizione di fragilità e delicatezza".
In un film del 1963 due coniugi innamorati (Sophia Loren e Marcello Mastroianni), approfittano delle gravidanze per evitare che lei finisca in carcere dopo una condanna; lo stesso ha fatto una donna di etnia rom con alle spalle condanne per 30 anni, arrestata per la 18esima volta a Milano e subito scarcerata.

Dottoressa Giovanna Di Rosa, perché una donna incinta non deve andare in carcere?
"Perché deve essere tutelata la sua maternità, le condizioni di costrizione e limitazione del carcere non sono adeguate a una donna che si trova in una condizione di fragilità e delicatezza, non deve essere reclusa per rispetto della sua persona e di quella che porta in grembo in quanto i vincoli, la coabitazione, i disagi fisici e morali in cella non sono adeguati, e perché lo Stato non può farsi carico di gestire la sua situazione".

Difende questo principio?
"Assolutamente sì, anche perché è sempre stato così, questo principio - che è nel Codice penale da molti anni - stabilisce che l'esecuzione della pena è differita nei confronti di una donna incinta o di una madre di un bambino che ha meno di un anno, la legge prevede anche che l'esecuzione della pena venga differita finché il neonato non abbia compiuto un anno e che a questo periodo si possa aggiungere - a discrezione del magistrato - un ulteriore differimento fino ai tre anni del bambino".

Periodicamente fanno sensazione le notizie su donne che sembrano sfruttare la gravidanza per evitare il carcere, qualcuno dice che si fa un uso distorto di un diritto e che andrebbe eliminato.
"Premesso che non è isolato il caso di donne - spesso nomadi - che cumulando tanti reati arrivano a una quantità di pena lunghissima, il rispetto per la maternità non può e non deve venire meno".

Però, attualmente nelle carceri italiane ci sono 19 bambini che vivono con le madri.
"Fortunatamente sono pochi casi e si stanno riducendo, ma il problema esisterebbe anche se in carcere ci fosse un solo bambino".

Perché è un problema?
"Perché quello che il bambino apprende nel primissimo periodo di vita si imprime quasi geneticamente in lui rischiando che cresca come un piccolo detenuto, non va bene che il bambino veda che l'autorità governa la mamma, i suoi spostamenti, che le apre e le chiude la porta della cella; senza avere colpe, questi bambini crescono con una limitazione visiva dovuta alla reclusione, con il rumore delle chiavi delle porte e con gli odori del carcere; ho in mente una fotografia dell'Istituto a custodia attenuata per madri detenute (Icam) di Milano, in cui c'è un bimbo che si specchia: una foto molto bella, peccato che quel bambino sia nato in carcere da una donna nata in carcere, questo fa pensare a una tradizione negativa che si è perpetrata, ecco perché bisogna spezzare questo legame ed evitare che un certo modello di vita si riproponga".

Non tutte le carceri hanno strutture adeguate ad accogliere i figli delle detenute...
"Sì, ma ci sono nidi che aiutano, fino ad arrivare all'esempio migliore dell'Icam, dove la gestione della detenzione è anche esteticamente alleggerita per far sì che venga percepita il meno possibile dai bambini".

I servizi sociali potrebbero fare qualcosa, se è vero che ci sono donne che usano le gravidanze?
"Il lavoro che si fa all'Icam è proprio orientato in questa direzione, io, però, non sono convinta che ci sia una necessaria strumentalità legata all'evitare il carcere, per la tradizione culturale di alcune etnie, la gravidanza, l'avere molti figli, è un compito che la donna deve assolvere già da molto giovane, infatti - a volte - si vede che a commettere questi furti sono due o tre insieme e che più di una è in stato interessante".

Aggiornato il: 20/12/2021