Dimezzati i contagi tra i detenuti

Milano (Sole 24 Ore - Andrea Carli), 13 gennaio 2021

La mappa dei contagi dietro le sbarre

Stando ai dati aggiornati, all'8 gennaio 2021 sono dimezzati i casi tra i detenuti, mentre tornano ad aumentare quelli tra i poliziotti che lavorano nei penitenziari: Sulmona, in provincia dell'Aquila, è davanti per numero di casi, seguita da Venezia, mentre Bollate e San Vittore sono in coda.
Il carcere è uno dei posti in cui il distanziamento tra le persone - regola base per contenere i contagi  da 'Covid-19' - è a rischio; l'emergenza Coronavirus già da tempo ha messo nel mirino il sistema carcerario, scatenando anche la protesta dei detenuti, talvolta violenta (si pensi a quanto è accaduto tra il 7 e il 9 marzo 2020 in decine di strutture penitenziarie).
Il resoconto più aggiornato vede da una parte diminuire i contagi tra i detenuti (dimezzati rispetto al picco di un mese fa), dall'altra aumentare quelli tra i poliziotti che lavorano nei penitenziari.
Infatti, stando ai dati aggiornati alle 20 dell'8 gennaio 2021 del Dap, i detenuti positivi sono 537 (erano 1.088 il 13 dicembre 2020: giorno in cui si era raggiunto il massimo contagio nei penitenziari).
La stragrande maggioranza delle persone attualmente positive è costituita da asintomatici: sono 499 (a fronte di 12 sintomatici curati nelle carceri) e 26 detenuti sono ricoverati in ospedale.
Però, a questi numeri sulla popolazione carceraria fanno da contraltare le cifre sul contagio tra la Polizia penitenziaria: i positivi tra gli agenti sono 635 (a fronte dei 609 del 4 gennaio 2021), oltre a loro, ci sono altri 60 casi tra il personale amministrativo e dirigenziale dell'Amministrazione penitenziaria (in tutto i dipendenti ricoverati sono 13).
Per quando riguarda i detenuti, la diffusione del Coronavirus non è uniforme sul territorio nazionale, con vecchi focolai in alcuni istituti che continuano a preoccupare e altri nuovi che si accendono; così, se il carcere di Sulmona resta in testa con 52 casi, ora allarma anche quello di Venezia con 46 positivi, tutti asintomatici; altri focolai sono nel carcere di Lanciano con 29 contagiati e nella capitale con i 35 casi al Regina Coeli e 28 positivi nelle varie strutture di Rebibbia.
In Lombardia il maggior numero di contagi è a Opera con 29 contagiati (di cui 26 asintomatici e altri 5 ricoverati in ospedale) e a Bergamo (25 asintomatici e uno in ospedale); seguono Bollate con 15 asintomatici, due con sintomi e un detenuto ricoverato in ospedale) e San Vittore con 16 positivi; infine, un focolaio 'Covid-19' è stato scoperto nei giorni scorsi all'interno della Casa di reclusione di Vigevano con 17 detenuti positivi (tutti appartenenti alla stessa sezione di media sicurezza maschile e già trasferiti nei Covid-hub di San Vittore e Bollate: nessuno di loro risulta grave, solo 3-4 pauci-sintomatici e gli altri asintomatici; la diffusione del contagio si è scoperta quando uno dei detenuti l'8 gennaio 2021 ha manifestato alcuni sintomi: sono stati tracciati e sottoposti a test tutti i suoi contatti, con 17 positivi; il personale addetto alla sezione è stato a sua volta sottoposto a tampone, ma sono risultati tutti negativi, al momento ci sono 4 agenti a casa in isolamento perché positivi, ma da tempo e senza alcuna relazione con quel cluster.
Strettamente connessa alla questione dei contagi è quella del piano per le vaccinazioni; infatti, gli Istituti di detenzione compaiono nel cosiddetto 'T3', l'ultimo step vaccinale prima della somministrazione a tutta la popolazione che non rientra nelle cosiddette categorie 'protette': uno step che prenderà il via quando la copertura della popolazione sarà al 50 per cento (approssimativamente in primavera inoltrata); quindi, stando ai dati del ministero della Giustizia, a oggi, nelle Case circondariali ci sono circa 4.500 over 60: soggetti a maggior rischio di contagio.

Aggiornato il: 13/01/2021