Detenuti, ospedale Covid-19 in Fiera

Milano (Il Giorno - Mario Consani), 16 aprile 2020

Proposta del Garante lombardo Lio e del Giudice di sorveglianza Di Rosa

A San Vittore l'ospedale unico per i detenuti lombardi contagiati dal Coronavirus? «Non è adatto, se si decide di tenerli insieme per curarli in modo più adeguato ed evitare contagi, allora meglio trasferirli nell'ospedale della Fiera».
È la proposta alternativa che arriva dal Garante per i diritti dei detenuti della Lombardia, Carlo Lio condivisa dalla presidente del Tribunale di sorveglianza, Giovanna Di Rosa.
Nel solo carcere di piazza Filangieri, intanto, i detenuti contagiati e in cura sono 10 (l'undicesimo è ricoverato) e 18 gli agenti penitenziari positivi.
L'idea di un ospedale 'Covid-19' da allestire nel centro clinico di San Vittore, che di regola può ospitare tra i 70 e i 90 pazienti, è venuta al Provveditorato regionale alle carceri, un progetto che, però, giudice di sorveglianza e garante lombardo non condividono.
«Abbiamo fatto presente le nostre perplessità - spiega Lio - in quanto non riteniamo il carcere il luogo ideale per un insediamento del genere che in questo momento svolgerebbe funzioni estremamente sensibili e delicate».
Il primo dubbio riguarda la stessa opportunità di provvedere agli spostamenti necessari dai diversi Istituti di pena sparsi in tutta la regione per far confluire a Milano i detenuti malati. Meglio sarebbe che venissero curati non in carcere ma nei diversi ospedali di riferimento, pensano Lio e Di Rosa. Ma se la scelta di riunirli nel capoluogo venisse confermata, allora perché non nell'ospedale della Fiera invece che nel centro clinico di piazza Filangieri?
La vecchia Casa circondariale non è adatta per struttura e conformazione e, appena un mese fa, è stata al centro di una rivolta violenta che ha prodotto anche pesanti conseguenze strutturali sull'edificio, con un reparto ora inagibile e il rischio che le tensioni possano riesplodere.
«Poi ognuno farà le sue valutazioni e prenderà le decisioni del caso - prosegue Lio - ma certamente come ufficio del Garante vigilerò affinché si proceda nel rispetto di tutte le necessarie precauzioni e con le opportune attenzioni».
In uno spazio autonomo del'ospedale aperto poche settimane fa al Portello-Fiera, però, il livello di cure e assistenza sarebbe di certo più adeguato, anche se resterebbe ovviamente il problema della sorveglianza.
Appena pochi giorni fa, del resto, il Garante Lio era entrato a San Vittore per incontrare una delegazione di detenuti che gli avevano illustrato i problemi legati al momento di particolare difficoltà conseguenti all'emergenza sanitaria. E che San Vittore resti, tra l'altro, un carcere sovraffollato, lo dicono i numeri: alla vigilia di Pasqua erano 825 i detenuti, 200 meno di inizio marzo 2020 ma sempre decisamente troppi, perché se è vero che a fine febbraio 2020 (in base agli ultimi dati resi pubblici del ministero della Giustizia) erano addirittura 1.029 a fronte dei 799 posti letto regolamentari, mentre ora questi 825 rimasti sarebbero quasi in linea con la capienza, è anche vero che nel frattempo sono diminuiti i posti letto, dopo che un raggio è divenuto inagibile, a seguito alla rivolta violenta del nove marzo scorso. Essendo poi una Casa circondariale, dove ogni giorno entrano gli arrestati in città nelle 24 ore precedenti che vengono necessariamente isolati, ogni nuovo ingresso a San Vittore rappresenta in sé un pericolo di contagio e un'occasione di ulteriori disagi.

Aggiornato il: 16/04/2020