Decreto contro le scarcerazioni dei boss

Torino (Stampa - Francesco Grignetti), 28 aprile 2020

Accordo Pd-Cinque stelle sulla giustizia

La decisione dopo il caso di Pasquale Zagaria. Rigettata dal magistrato l'analoga richiesta presentata da Cutolo.
Un decreto è praticamente pronto e il governo, salvo colpi di scena, lo varerà giovedì 30 aprile 2020 per frenare le scarcerazioni di boss mafiosi che sono diventate uno scandalo.
Si corre ai ripari, dunque. Il decreto prevederà che la magistratura di Sorveglianza, quando c'è da decidere su un detenuto che è sottoposto alle misure straordinarie del 41 bis, debba chiedere prima un parere alle procure Antimafia.
L'ultimo approfondimento tecnico, previsto per oggi, è se sia meglio la super procura nazionale o le diverse procure distrettuali, ma l'accordo politico c'è, rivendicato sia dal m5s che dal pd.
Le procure Antimafia saranno coinvolte, quindi, nella fase di decisione di una scarcerazione, ma anche a posteriori, dando loro la possibilità di un ricorso contro un'eventuale decisione di sospensione della pena a un mafioso per motivi di salute.
In questo modo il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede ritiene di avere trovato una risposta di sistema a una falla, da qualche giorno infatti è sotto attacco personale. Gli si è scagliato contro Matteo Salvini, ma anche Matteo Renzi non ci è andato leggero.
"La scarcerazione dei super boss di camorra e 'ndrangheta - ha detto l'ex premier - è inaccettabile, il ministro Bonafede cacci subito il responsabile di questa vergogna oppure venga lui in parlamento ad assumersi le sue responsabilità".
Anche il Cocer dei Carabinieri è pesante: "Evitiamo di far diventare il Coronavirus il miglior alleato dei delinquenti".
Il punto è che a decidere le scarcerazioni sono i magistrati di Sorveglianza, non un membro dell'esecutivo. Ieri, quello di Reggio Emilia ha deciso di rigettare l'istanza di scarcerazione del boss Raffaele Cutolo.
Anche le eventuali colpe nella scarcerazione del camorrista Pasquale Zagaria da parte di Francesco Basentini, il magistrato che è a capo dell'Amministrazione penitenziaria, sono tutte da verificare. Sono all'opera gli ispettori ministeriali, quindi, anche se la sua poltrona traballa, è presto per tirare conclusioni.
Pd e M5S reagiscono, come Andrea Giorgis, sottosegretario pd alla Giustizia: "È falso e irresponsabile attribuire al decreto 'Cura Italia' (capitolo sull'alleggerimento delle carceri per il pericolo del contagio, ndr) la responsabilità di avere prodotto la decisione dei domiciliari per i detenuti al 41 bis, al contrario, i boss erano espressamente esclusi dal beneficio".
Il decreto conterrà anche altre due norme molto attese dal mondo dell'avvocatura, che è in perenne conflitto con il governo: si sbloccano gli esami di Stato per gli avvocati, fermo restando che sarà obbligatoria la presenza fisica del candidato, del presidente della commissione e del verbalizzante, per concludere gli scritti e per l'orale il resto della commissione seguirà da remoto. Si definisce anche il perimetro del processo penale telematico: non saranno possibili le udienze di discussione e la formazione della prova (escussione testimoni e periti) in video-chat, perché ne andrebbe dell'oralità del processo, il decreto ricalca un impegno parlamentare.
 

Aggiornato il: 28/04/2020