Da Opera l'ostia arriva in tutto il mondo

Milano (Corriere della Sera - Giangiacomo Schiavi), 4 marzo 2021

Le particole che i detenuti producono da anni arrivano ora in 500 chiese. 

L'iniziativa avviata dalla 'Casa dello Spirito e delle arti" della casa editrice Arnoldo Mosca Mondadori è in continua espansione: fantasia e idee che si traducono in progetti. in misteriose alchimie che trasformano la disperazione in speranza.
Così, un giorno di cinque anni fa, i carcerati sono diventati i protagonisti di una storia che dalla periferia di Milano si allarga alle periferie del mondo e coinvolge volontari, giovani, suore, preti, missionari, laici (devoti e non devoti), una catena solidale che mette il bene davanti a tutto.
"In carcere vengono prodotte le ostie per la santa messa - spiega Mosca Mondadori- che vengono donate a tutte le parrocchie che ne fanno richiesta: è una forma di riscatto e di lavoro per i detenuti che si erano macchiati di gravi colpe e che hanno seguito un percorso di presa di coscienza del male commesso, e così dalle loro mani, un tempo sporche di sangue, nasce quello che diventerà il corpo di Cristo, un segno che cerca di dire qualcosa del mistero dell'amore che è sempre paradossale rispetto al pensiero".
Quando papa Francesco - all'Angelus - ha benedetto le ostie e abbracciato i detenuti che le producono, l'idea e il progetto si sono messi insieme fino a diventare un'impresa che raccoglie adesioni da tutto il mondo, e le ostie prodotte in carcere hanno iniziato a viaggiare: i detenuti ne hanno prodotte più di 4 milioni e sono arrivate in 500 chiese in tutto il mondo.
Il progetto 'Il Senso del Pane' dà un senso alle vite che il pontefice chiama di scarto, aiuta uomini e donne a recuperare la dignità con il lavoro; il carcere di Opera è il campo base che si è esteso al Mozambico e all'Etiopia, dove sono impegnati ex ragazzi di strada; allo Sri Lanka e alla Turchia, dove lavorano ragazze per non entrare nel mercato della prostituzione; a Pompei e a Betlemme, dove sono attivi i giovani con disabilità fisica e psichica; alla Striscia di Gaza, dove vengono chiamate a lavorare le persone più povere.
La novità è lo sbarco in Sud America: "A Buenos Aires - racconta Mosca Mondadori - è nato un laboratorio dove producono le ostie ragazzi e ragazze che escono dal mondo della droga, seguiti da don Adrian Bennardis; con ognuno di loro, come per ciascuna delle persone impegnate nei diversi laboratori, si pensa a un progetto per il futuro, che tenga conto dei talenti di ciascuno e che possa portare alla loro dignità e autonomia".
È la 'Casa dello Spirito e delle arti' a coordinare una rete che in pochi anni si è estesa nel mondo. "La pandemia - spiega ancora Arnoldo - ci sta ricordando uno dei bisogni più grandi di questo tempo: quello della relazione umana, la necessità di affidarci a qualcuno che è più grande di noi, il vaccino è fondamentale per uscire dall'emergenza della pandemia, ma non può salvarci dall'egoismo".
Il 'Senso del Pane' è come un antidoto realizzato dalla generosità di alcune persone: una di queste - Marisa Baldoni - ci ha lasciato in questi giorni, che ha donato più dell'85 per cento dei suoi beni ai poveri e ha creato la fondazione, era una persona di pura generosità".
C'è un mistero in ogni progetto che non nasce dal merito umano, ma che è benedetto dal cielo, come l'idea della croce di Lampedusa, fatta con il legno dei barconi dei migranti affondati nel Mediterraneo: oggi è un simbolo di accoglienza;, e prima ancora l'Orchestra dei popoli del Conservatorio di Milano: un progetto di integrazione culturale con giovani musicisti di 60 nazionalità diverse.
"Penso che in ogni essere umano ci sia il mistero dell'infinito - spiega - con l'associazione Apac, in un carcere del Brasile si è avviato un laboratorio dove lavorano persone che hanno commesso crimini e si sono pentite: "Alcuni dei carcerati hanno ucciso e hanno chiesto liberamente di lavorare con noi senza nessuno sconto di pena: il loro è un percorso spirituale, i laboratori sono dei luoghi-ponte dove le persone possono ritrovare la propria dignità, al di là della loro religione".
C'è una bontà rivoluzionaria, diceva Ermanno Olmi; "credo che in quel piccolo pezzo di pane consacrato si nasconda il misterioso cibo che offre da mangiare alla nostra sete d'infinito e, quindi, l'uomo non ha più bisogno di invidiare o di accumulare ricchezze, perché vuole solo condividere, perché ha assaporato la vera felicità", termina.

Aggiornato il: 05/03/2021