Cartabia traccia la sua Road map

Roma (Repubblica - Liana Milella), 10 marzo 2021

Dal Recovery plan a più investimenti per le carceri

Primo vertice in via Arenula per la guardasigilli: "Stop alle divisioni perché l'intransigenza finisce in tragedia - No alle fughe in avanti, ma migliorare le riforme dell'ex ministro Bonafede - Via ai concorsi per avvocati e magistrati - Coinvolgere subito il parlamento".
"La giustizia è stata da sempre un tema divisivo, non solo con il governo Conte uno e con il Conte due, le più grandi rotture si sono consumate sulla giustizia: ho imparato la lezione dalle tragedie dell'Antigone e delle Eumenidi, quando l'affermazione di princìpi, pur giusti, arriva alle forme dell'intransigenza, lì finisce in una tragedia per tutti".
Esordisce così Marta Cartabia nel primo vertice sulla giustizia al ministero, per fissare una Road map e stabilire un metodo: parte da qui il suo invito ai partner della maggioranza a superare le questioni di principio e di bandiera rispetto alle singole battaglie, andare oltre l'intransigenza, oltre le questioni ideologiche e di principio, che alla fine rischiano solo di bloccare il compromesso necessario per tutti.
Per questo, ai partiti, la Cartabia rivolge un esplicito invito: "Veniamoci incontro tutti perché dobbiamo avere la disponibilità e l'umiltà per comprendere le ragioni dell'altro".
Partire dal metodo, è questo il senso della riunione, senza strappi tra il passato di Bonafede e il presente di Cartabia, perché - come con i protagonisti delle leggi sulla giustizia di Camera e Senato - la maggioranza precedente è dentro quella nuova, quindi sì alle novità, ma senza rotture, né strappi con il passato.
A partire, immediatamente, dal Recovery plan, dove la ministra vuole aumentare gli investimenti sul personale e sulla digitalizzazione, ma darne anche altri all'edilizia carceraria, vantando il lavoro della commissione Zevi sull'edilizia penitenziaria, un'invenzione dell'ex sottosegretario Pd alla Giustizia, Andrea Giorgis; mentre sulle riforme di Bonafede sul Civile e sul Penale, nonché sulla prescrizione e sul Csm, la ministra chiede tempo: da qui a fine aprile 2021 per fare partire al ministero gruppi di lavoro di tecnici che lavoreranno agli emendamenti; ce ne saranno quattro: sul processo civile, su quello penale, sull'ordinamento giudiziario e sul Csm e, in collaborazione con il Mef, anche uno sulla gestione dell'arretrato tributario in Cassazione.
Dal Senato Franco Mirabelli e dalla Camera Alfredo Bazoli le arriva la richiesta di coinvolgere subito anche il parlamento, per lavorare insieme alle forze politiche e raggiungere così un risultato condiviso, l'obiettivo di Cartabia, sui tempi, è di chiudere entro l'estate del 2021; il suo metodo passa e anche il M5S, con il presidente della commissione Giustizia della Camera, Mario Perantoni è d'accordo, insomma, si cambia, ma nella continuità.
Sulla prescrizione Enrico Costa di Azione chiede di modificarla prima di affrontare il processo penale, come vorrebbero anche Lucia Annibali di Italia viva e Pierantonio Zanettin di Forza Italia, ma Cartabia insiste sulla sua formula, la prescrizione fa parte del processo penale e con questo va trattata - nel suo insieme - senza strappi, né premesse e impuntature ideologiche.
E' durato tre ore l'incontro tra la ministra della Giustizia, il ministro per i Rapporti con il parlamento, Federico D'Incà e i presidenti delle commissioni Giustizia di Camera e Senato e tutti i capigruppo.
Una carrellata sui dossier aperti, a partire dal Recovery plan (2,7 miliardi di euro da spendere per la giustizia), partendo dal piano di Bonafede, la Cartabia sta lavorando per garantire più fondi alla digitalizzazione e all'edilizia carceraria, ma anche all'ufficio del processo lanciato dal ministro di M5S di cui elogia la struttura e i dettagli, tant'è che parla di "un enorme lavoro già fatto" e usa la metafora della montagna, perché per accelerare i tempi serve una squadra, anche se poi "gli ultimi 200 metri per arrivare in vetta il giudice li fa da solo".
Cartabia spiega che i tempi del processo non possono essere ridotti solo con dei ritocchi ai Codici, ma anche dal punto di vista organizzativo, recuperando le best practice, ma soprattutto sul metodo che sarà seguito per aggiornarli e per migliorarli; alla fine non si registrano screzi, addirittura un ex falco, come il sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto (avvocato di Berlusconi ed ex responsabile Giustizia di Forza Italia), lancia un appello "all'unità e al lavoro comune"; la prescrizione verrà cambiata quando si definiranno le linee e soprattutto i tempi del processo - è la linea che aveva già annunciato nel primo incontro a Montecitorio con l'Ordine del giorno sul 'Mille proroghe'.
"Quanto al Csm - dice il guardasigilli - non ci si può permettere di perdere l'appuntamento con il prossimo voto per eleggere quello nuovo, lasciando intendere che il capitolo della riforma della legge elettorale avrà una priorità" (visto che si voterà a settembre del 2022); inoltre conferma che per i futuri avvocati ci saranno due prove, entrambe orali: la prima sostituirà l'esame scritto, reso impossibile dal 'Covid-19'; infine in merito alla magistratura onoraria il dossier verrà aperto non appena la Consulta si pronuncerà su un'ordinanza di un giudice di pace di Lanciano che chiede di parificare le figure dei giudici onorari a quelli ordinari.

Aggiornato il: 10/03/2021