Parco di Villa Litta

Informazioni 

Municipio: 9
Indirizzo: viale Affori
Ingresso: 6:30 - 20:00
Come arrivare: MM3 Affori centro | Affori FN | bus | 40 | 41 | 42 | 50
Superficie: 76.400 mq
Anno di realizzazione: 1687; metà 1800; 1958 e 2005
Realizzazione restauri: Ettore Silva (1800); Comune Milano

Cosa fare al parco

  • aree giochi di grandi dimensioni 
  • passeggiare
  • sosta e relax
  • andare in biblioteca a Villa Litta, biblioteca Affori
  • conoscere gli alberi del parco
  • correre e andare in bicicletta
  • 2 campi sportivi: basket/pallavolo e calcio
  • area cani

Il parco in breve 

Il parco di Villa Litta è un luogo adatto al relax, alla sosta, al gioco dei bambini e a quello dei ragazzi grazie alla presenza di zone attrezzate a loro dedicate.
Tra i prati ondulati, molti sono gli alberi monumentali che si possono ammirare passeggiando: aceri di diverse specie, l’ippocastano rosato, il noce nero, lo spino di giuda, la quercia rossa, oltre a un platano monumentale e un gelso da carta.

L’attuale parco di Villa Litta faceva parte del giardino della villa omonima, fatta costruire dal marchese Corbella nel 1687 e divenuta una tra le più celebri dimore della campagna milanese. Ebbe diversi proprietari appartenenti alla nobiltà: i Visconti d’Aragona, i Trivulzio e i Litta Modigliani. 

In origine il parco fu realizzato secondo i dettami del giardino all’italiana e solo nell’ Ottocento, grazie al botanico Ercole Silva, assunse la forma attuale di verde all’inglese. Sempre nell’Ottocento la villa fu acquistata dal conte Trivulzio che ne fece un salotto frequentato da intellettuali quali Alessandro Manzoni e Francesco Hayez.

Entrata a far parte dei beni dalla provincia nel 1905, dal 1927 è proprietà del Comune di Milano.

Il giardino ospita Villa Litta, ora adibita a biblioteca. Al di fuori degli attuali confini del parco si trova il gruppo scultoreo dei Serenei costituito da due sfingi, due obelischi e due anfore in pietra del 1700, che un tempo era posto all’inizio del viale alberato, maestosa via d’accesso alla residenza nobiliare.

La pavimentazione é in calcestre e asfalto e il parco é periodicamente sorvegliato dalle GEV.

Architettura

I giardini costituivano in origine il parco di Villa Litta di Affori, costruita dal marchese Corbella nel 1687 e successivamente ceduta alla famiglia Litta Modignani. Il Parco, nato come giardino all’italiana, fu ampliato e trasformato in “giardino paesaggistico” verso la metà dell’800, a cura del conte Ercole Silva, esperto botanico, che rivisitò la tradizione italiana secondo le impostazioni della scuola inglese. Questa modifica comportò la scomparsa di vialetti simmetrici, labirinti, alberi foggiati a cono a beneficio di distese erbose, aiuole sparse, finti ruderi e scorci mutevoli. La Villa visse il suo massimo fulgore nell’800 quando il conte Trivulzio, padre della principessa Belgiojoso, costituì un salotto di intellettuali tra cui Alessandro Manzoni, il conte Silva, il pittore Hayez. Acquisita nel 1905 dall’Amministrazione Provinciale, dal 1927 è divenuta proprietà del Comune di Milano. Il Parco nel primo dopoguerra fu curiosamente chiamato “el giardin di matt” perché l’amministrazione provinciale aveva incaricato della sua manutenzione alcuni ospiti dell’Istituto Paolo Pini. A causa dei danneggiamenti della guerra, l’amministrazione comunale compì un primo restauro nel 1958; un secondo più recente che riguarda la conservazione dell’apparato verde risale al 2003-2005.

Beni architettonici e manufatti

Anticamente si giungeva alla Villa percorrendo un lungo viale alberato, alla cui estremità era posto un complesso scultoreo di ispirazione egizia denominato “I Sirenei”, della seconda metà del ‘700, ancora oggi visibile all’inizio del viale di Villa Litta.

Principali specie arboree

  • acero campestre (Acer campestre)
  • acero americano (Acer negundo)
  • acero riccio (Acer platanoides)
  • acero argentato (Acer saccharinum)
  • bagolaro (Celtis australis)
  • robinia (Robinia pseudoacacia)
  • carpino bianco (Carpinus betulus)
  • ciliegio (Prunus avium)
  • platano comune (Platanus x acerifolia)
  • gelso (Morus alba)
  • ippocastano rosato (Aesculus x carnea)
  • noce nero (Juglans nigra)
  • faggio (Fagus sylvatica ‘Pendula’)
  • pioppo nero americano (Populus deltoides)
  • quercia rossa (Quercus rubra)
  • sofora (Sophora japonica)
  • spino di Giuda (Gleditsia triacanthos)

Si segnala la presenza di platani monumentali e del gelso da carta.

Acqua e dintorni

Sono presenti due fontane.

Aggiornato il: 25/08/2022