La Collezione di Cesarea Marittima del Museo Archeologico di Milano
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La Collezione di Cesarea Marittima del Museo Archeologico di Milano

Il sito di Cesarea Marittima (Israele), la città fondata da Erode il Grande in onore di Augusto su precedente centro ellenistico è dal 1950 oggetto di ricerche sistematiche da parte di missioni archeologiche internazionali per il suo grande interesse storico e archeologico. Alla Missione Italiana guidata dal prof. A.Frova negli anni Sessanta si devono l’esplorazione del teatro romano, che risale al tempo di Erode il Grande e che fu poi adattato per l’esecuzione di spettacoli d’acqua nei secoli III-IV d.C., e il ritrovamento dell’unica epigrafe conosciuta con il nome del governatore di Giudea Ponzio Pilato. Alcuni reperti provenienti dagli scavi furono donati dal governo di Israele come premio di rinvenimento alla Missione Archeologica, che li donò al Museo di Milano. Tra i reperti esposti spiccano un calco dell’epigrafe con il nome di Ponzio Pilato, una maschera teatrale in marmo, una statua femminile e il tesoro di oreficeria rinvenuto nelle fortificazioni datato al VI-VII secolo. La città costituisce uno splendido esempio di urbanistica per l’iniziativa di Erode, re di Giudea (37-4 a.C.), legato al potere romano, che si atteggia a principe ellenistico, costruttore di città, palazzi-fortezze ed edifici per spettacolo.

Cesarea sorge lungo la costa di Israele, 45 km a sud di Haifa. Fondata dai Fenici della città di Sidone nel IV secolo a.C. come semplice luogo di approdo militare e commerciale, in epoca ellenistica fece parte del regno dei Seleucidi, ma godette dalla metà del II secolo a.C. di una relativa autonomia sotto la dinastia degli Asmonei. Il passaggio della regione sotto il dominio romano avvenne per tappe successive tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Per primo Pompeo Magno (il futuro triumviro e antagonista di Cesare) nel 63 a.C. pose la regione sotto il controllo del proconsole romano della provincia di Siria. Nonostante ciò, i dinasti locali (Erode il Grande con i suoi due figli e poi i due Erode Agrippa discendenti degli Asmonei) mantennero una parvenza di autonomia, che cessò definitivamente con la repressione della rivolta giudaica, scoppiata nel 66-70 d.C., ad opera dell’imperatore Vespasiano e di suo figlio Tito. Alla fine del I secolo d.C., già capitale della provincia di Judaea (rinominata Syria et Palaestina dopo la seconda rivolta giudaica del 132-135 d.C.), la città fu elevata al grado di colonia romana e con l’imperatore Alessandro Severo (222-235 d.C.) acquistò il titolo onorifico di Metropolis. Oltre al tesoretto aureo, rinvenuto nella fortezza bizantina costruita sopra il teatro, spiccano una maschera di pantomimo, originariamente sorretta dalla mano di una statua, una statua di donna con peplo e una statua di pescatore seduto su uno scoglio, mentre dell’eccezionale lastrone in pietra calcarea con iscrizione menzionante Ponzio Pilato il Museo Archeologico possiede un calco. Nelle collezioni del Museo confluirono poi le lucerne rinvenute nel teatro e diversi materiali archeologici donati dallo Stato di Israele a illustrazione della storia millenaria del paese.

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